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Lega Nord, gli ex sfidano Salvini: nasce il comitato per convocare il congresso federale

Una nuova tensione attraversa il mondo leghista e riporta al centro della scena la vecchia Lega Nord per l’Indipendenza della Padania. Un gruppo di ex parlamentari, dirigenti e segretari provinciali ha costituito il Comitato per la convocazione del congresso federale, con l’obiettivo di riattivare politicamente il partito fondato da Umberto Bossi, rinnovarne le cariche e arrivare all’elezione di un nuovo segretario. L’iniziativa rappresenta una sfida alla leadership di Matteo Salvini, anche se formalmente non riguarda la Lega per Salvini Premier, la formazione che dal 2017 costituisce il principale soggetto politico del Carroccio. Al centro della contesa ci sono identità, organizzazione e soprattutto il controllo dello storico simbolo dell’Alberto da Giussano.


Il Comitato è stato costituito il 28 agosto a Forlì ed è presieduto dall’ex deputato Gianluca Pini, storico esponente leghista in Romagna. Secondo i promotori, all’iniziativa avrebbero già aderito centinaia di vecchi militanti. Il progetto punta a ottenere la convocazione di un congresso della Lega Nord, che non viene celebrato da anni, e a ripristinare la piena operatività degli organismi previsti dallo statuto. La struttura originaria del movimento non è infatti scomparsa con la nascita della Lega per Salvini Premier: continua a esistere giuridicamente ed è oggi commissariata dal deputato Igor Iezzi, considerato uno degli uomini più vicini al segretario federale.


La distinzione tra le due organizzazioni è essenziale per comprendere la portata dello scontro. La Lega per Salvini Premier, fondata nel dicembre 2017, ha progressivamente assunto il ruolo politico ed elettorale che un tempo apparteneva alla Lega Nord, accompagnando la trasformazione del movimento da forza prevalentemente settentrionale e federalista a partito nazionale. La vecchia organizzazione è invece rimasta formalmente in vita ed è collegata anche alla restituzione allo Stato dei 49 milioni di euro oggetto della nota vicenda sui rimborsi elettorali. Proprio questa sopravvivenza giuridica offre oggi agli ex dirigenti lo spazio per tentare di riattivare il partito attraverso gli strumenti statutari.


Uno degli elementi più delicati riguarda il simbolo storico. La vecchia Lega Nord conserva infatti un ruolo determinante rispetto all’utilizzo dell’Alberto da Giussano, elemento identitario che continua ad avere un forte valore politico soprattutto nell’elettorato settentrionale. I promotori del Comitato non nascondono l’intenzione di riportare quel patrimonio politico al centro di una proposta fondata nuovamente su federalismo, autonomia e rappresentanza del Nord. Pini ha contestato la gestione commissariale degli ultimi anni, sostenendo che il mancato congresso e il blocco sostanziale del tesseramento abbiano impedito alla vecchia organizzazione di sviluppare una propria vita politica.


La reazione dell’area vicina a Salvini è stata immediata e particolarmente dura. Fonti del Carroccio hanno accusato gli ex esponenti di tornare sulla scena alla ricerca di incarichi, ricordando contemporaneamente il peso finanziario dei 49 milioni che continua a gravare sulla vecchia struttura. Salvini ha poi ribadito la propria linea, sostenendo che “la Lega è una” e che non esiste la necessità di creare partiti paralleli. Il segretario cerca così di separare l’operazione degli ex dirigenti dal dibattito interno che da mesi coinvolge esponenti ancora pienamente inseriti nel partito e che chiedono maggiore attenzione alle istanze del Settentrione.


Proprio questa distinzione rende più articolata la partita. I cosiddetti nordisti interni non hanno aderito al Comitato e alcuni esponenti hanno preso esplicitamente le distanze dall’iniziativa. Il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha chiarito che la nuova operazione non coincide con il confronto politico in corso all’interno della Lega attuale. Resta tuttavia sullo sfondo un malessere più ampio sulla linea del movimento, nel quale governatori e dirigenti settentrionali chiedono da tempo maggiore collegialità e una rinnovata centralità delle questioni economiche e autonomiste del Nord. L’ex presidente del Veneto Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Maurizio Fugatti e il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo sono tra le figure osservate con maggiore attenzione nel confronto sugli equilibri futuri.


La nascita del Comitato aggiunge così un ulteriore livello a una discussione che riguarda direttamente l’identità politica della Lega. Da una parte c’è il progetto nazionale costruito da Salvini negli ultimi anni, dall’altra riemerge la richiesta di recuperare alcune delle caratteristiche originarie del movimento bossiano. Il possibile congresso della vecchia Lega Nord avrebbe quindi un significato che andrebbe oltre il rinnovo formale degli organi: potrebbe riaprire la contesa sul simbolo, sulla rappresentanza politica del Settentrione e sul rapporto tra la struttura storica e il partito nazionale, mentre l’avvicinarsi dell’appuntamento di Pontida rende ancora più visibile il confronto tra le diverse anime del Carroccio.

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