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Leonardo accelera in Ucraina: la newco di Kiev apre la strada a partnership con le aziende hi-tech della difesa

7 set
Tempo di lettura: 3 min

Leonardo rafforza la propria strategia in Ucraina e prepara una nuova fase di collaborazione con l'industria tecnologica sviluppatasi nel Paese durante gli anni di guerra. Il gruppo italiano dell'aerospazio e della difesa ha costituito Leonardo Ukraine LLC, società con sede a Kiev controllata al 100% attraverso Leonardo International, con l'obiettivo di creare un presidio stabile dal quale individuare tecnologie, imprese e possibili partner. L'amministratore delegato Lorenzo Mariani ha confermato che il gruppo ha già identificato un certo numero di aziende ucraine dotate di soluzioni considerate interessanti da integrare nei propri sistemi. Il progetto riguarda soprattutto droni, connessioni ed electronic warfare, settori nei quali l'esperienza maturata sul campo dall'Ucraina ha accelerato enormemente i cicli di innovazione.


La nuova società, costituita nel maggio 2026 e già inserita nel perimetro di consolidamento del gruppo, non nasce quindi come una semplice rappresentanza commerciale. Il suo oggetto comprende ricerca e sviluppo scientifico e ingegneristico, tecnologie per le comunicazioni, sistemi di misurazione e navigazione, software, servizi informatici, apparati elettronici e ottici. Una struttura sufficientemente ampia per consentire a Leonardo di sviluppare collaborazioni industriali direttamente sul territorio e valutare l'integrazione delle tecnologie ucraine nelle proprie piattaforme. La presenza fisica a Kiev dovrebbe inoltre facilitare il dialogo con un ecosistema composto da centinaia di imprese che, sotto la pressione delle esigenze operative, hanno sviluppato soluzioni in tempi molto più rapidi rispetto ai tradizionali cicli industriali della difesa.


Al centro della strategia ci sono soprattutto i sistemi senza pilota. L'Ucraina è diventata uno dei principali laboratori mondiali per lo sviluppo di droni, contromisure elettroniche, sistemi di navigazione resistenti alle interferenze, riconoscimento dei bersagli e applicazioni dell'intelligenza artificiale. Il polo statale Brave1 rappresenta la dimensione raggiunta da questo ecosistema: riunisce circa 2.500 aziende e oltre 5.000 soluzioni tecnologiche, con più di 500 produttori di droni, oltre 300 imprese attive nella guerra elettronica e nell'intelligence dei segnali e circa 200 sviluppatori impegnati nelle applicazioni dell'intelligenza artificiale. Per un grande gruppo industriale europeo, entrare direttamente in contatto con questa rete significa poter osservare tecnologie già sottoposte alla prova delle condizioni operative reali.


Mariani ha indicato chiaramente la direzione: Leonardo intende assorbire l'esperienza tecnologica ucraina e trasferirla all'interno di un'industria della difesa più strutturata. Le collaborazioni potrebbero assumere forme differenti, dagli accordi tecnologici alle partnership industriali, fino all'integrazione di specifiche soluzioni all'interno dei sistemi del gruppo. L'obiettivo non appare quindi quello di replicare semplicemente prodotti sviluppati in Ucraina, ma di combinare la rapidità innovativa delle aziende locali con la capacità di Leonardo di industrializzare tecnologie complesse, certificarle e inserirle in piattaforme destinate ai mercati europei e internazionali.


L'Ucraina avrà inoltre un ruolo nello sviluppo del Michelangelo Dome, l'architettura multidominio con cui Leonardo punta a integrare sensori, sistemi di comando e controllo e capacità di risposta contro minacce differenti. Il gruppo prevede di avviare entro la parte finale del 2026 una fase di test sul territorio ucraino, concentrandosi inizialmente sulla componente dedicata alla difesa dagli attacchi dei droni. Il programma è pensato per operare attraverso i domini aria, terra, mare, spazio e cyber, utilizzando elaborazione avanzata dei dati e intelligenza artificiale. Leonardo stima per il sistema opportunità commerciali nell'ordine di 21 miliardi di euro nell'arco di dieci anni, a conferma della rilevanza attribuita alle nuove architetture di difesa integrata.


La strategia ucraina si inserisce anche nel più ampio riposizionamento di Leonardo nel mercato dei droni. Il gruppo ha già rafforzato questo fronte attraverso la collaborazione con la turca Baykar, creando una rete industriale che potrebbe collegare competenze italiane, turche e ucraine. Kiev offre però un elemento difficilmente riproducibile altrove: la possibilità di verificare rapidamente l'efficacia delle tecnologie in condizioni vicine a quelle operative e di correggerle attraverso cicli di sviluppo estremamente brevi. È proprio questa capacità che interessa maggiormente al gruppo italiano, soprattutto mentre l'Europa aumenta gli investimenti nella difesa e cerca di ridurre i tempi necessari per trasformare ricerca e prototipi in sistemi disponibili su larga scala.


Con Leonardo Ukraine, il gruppo dispone ora di uno strumento societario attraverso il quale selezionare direttamente imprese e tecnologie, negoziare accordi e costruire una presenza industriale stabile. La "campagna acquisti" a Kiev assume così un significato più ampio della tradizionale espansione societaria: Leonardo cerca competenze nate da un'esperienza operativa eccezionale per inserirle nella propria architettura tecnologica, mentre l'industria ucraina può trovare nel gruppo italiano un canale verso programmi europei, capacità produttive maggiori e mercati internazionali. Droni, guerra elettronica, sensoristica e intelligenza artificiale diventano il terreno sul quale questa collaborazione potrà assumere una dimensione industriale sempre più concreta.

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