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Lavoro, a luglio occupazione stabile e disoccupazione al 5,8%: crescono i contratti permanenti

Il mercato del lavoro italiano resta sostanzialmente stabile a luglio 2026, mentre diminuisce il numero delle persone in cerca di un impiego. Secondo i dati provvisori dell’Istat, gli occupati sono 24 milioni e 370 mila e il tasso di occupazione rimane fermo al 63,2%. La stabilità complessiva nasconde tuttavia movimenti significativi tra le diverse componenti: aumentano gli uomini occupati, i dipendenti permanenti, gli autonomi e i lavoratori tra 35 e 49 anni, mentre diminuiscono le donne, i dipendenti a termine e gli occupati appartenenti alle altre fasce d’età. Il dato più evidente riguarda la disoccupazione, il cui tasso scende di un decimo di punto attestandosi al 5,8%.


Nel confronto con giugno, il numero delle persone in cerca di lavoro diminuisce dell’1,1%, pari a circa 17 mila unità. La flessione riguarda gli uomini e quasi tutte le classi di età, con l’eccezione dei 35-49enni, tra i quali i disoccupati aumentano. Una crescita viene registrata anche tra le donne. Più complessa è invece la situazione dei giovani: il tasso di disoccupazione giovanile sale dal 18,7% al 18,9%, con un incremento di 0,2 punti percentuali. Il miglioramento dell’indicatore generale non è quindi distribuito uniformemente e conferma la persistenza di difficoltà specifiche per le fasce più giovani della popolazione.


Un segnale rilevante arriva dalla composizione dell’occupazione. I dipendenti permanenti raggiungono quota 16 milioni e 583 mila, mentre gli autonomi salgono a 5 milioni e 301 mila. Diminuiscono invece i dipendenti a termine, scesi a 2 milioni e 486 mila. La dinamica suggerisce un rafforzamento della componente più stabile del lavoro dipendente, particolarmente evidente nel confronto annuale. Rispetto a luglio 2025, infatti, i dipendenti permanenti sono aumentati di circa 303 mila unità e gli autonomi di 85 mila, mentre i lavoratori a termine sono diminuiti di circa 82 mila. La trasformazione della struttura occupazionale diventa così uno degli elementi più significativi del quadro delineato dall’Istituto nazionale di statistica.


Su base annua il bilancio è positivo. Rispetto a luglio 2025 l’Italia conta 307 mila occupati in più, equivalenti a un incremento dell’1,3%. La crescita interessa uomini e donne, i lavoratori tra 25 e 34 anni e soprattutto coloro che hanno almeno 50 anni, mentre diminuisce l’occupazione nelle fasce 15-24 e 35-49 anni. Nello stesso arco temporale il tasso di occupazione aumenta di 0,8 punti percentuali. Si riducono inoltre sia le persone in cerca di lavoro, diminuite di 14 mila unità, sia gli inattivi tra 15 e 64 anni, che registrano una contrazione molto più consistente, pari a circa 307 mila persone.


Anche l’andamento trimestrale restituisce un mercato del lavoro in espansione. Nel periodo maggio-luglio 2026, rispetto ai tre mesi precedenti, gli occupati aumentano di 91 mila unità, pari allo 0,4%. Nello stesso confronto crescono però anche le persone in cerca di lavoro, con 49 mila disoccupati in più, mentre gli inattivi tra 15 e 64 anni diminuiscono di 144 mila unità. Il dato segnala quindi un aumento della partecipazione al mercato del lavoro: una parte delle persone precedentemente fuori dalle forze di lavoro torna a cercare attivamente un’occupazione, contribuendo contemporaneamente alla crescita sia degli occupati sia dei disoccupati nel confronto trimestrale.


Sul fronte dell’inattività, luglio registra una diminuzione mensile di circa 17 mila persone tra 15 e 64 anni, equivalente allo 0,1%. Il calo interessa soprattutto gli uomini e la fascia tra 35 e 49 anni, mentre nelle altre classi di età il numero degli inattivi aumenta e tra le donne rimane sostanzialmente stabile. Il relativo tasso resta invariato al 32,8%. Il dato assume particolare importanza perché la valutazione della salute del mercato del lavoro non può limitarsi alla sola disoccupazione: un basso numero di persone in cerca di impiego può infatti dipendere anche dall’uscita dalla popolazione attiva, mentre la contemporanea riduzione degli inattivi offre un’indicazione più favorevole sulla partecipazione.


Il quadro di luglio mostra quindi una fase caratterizzata da stabilità dell’occupazione nel breve periodo e da una crescita più evidente nel confronto annuale, accompagnata da un rafforzamento del lavoro permanente. Restano tuttavia differenze importanti tra generazioni, tipologie contrattuali e genere. In particolare, l’aumento della disoccupazione giovanile e la diminuzione degli occupati tra i più giovani indicano una fragilità che continua a convivere con il miglioramento complessivo degli indicatori. La dinamica dei prossimi mesi permetterà di verificare soprattutto se l’espansione dei contratti permanenti riuscirà a proseguire e se l’aumento della partecipazione potrà tradursi in nuova occupazione.

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