Autotrasporto, al via il credito d’imposta sul gasolio: domande aperte fino al 15 settembre
- piscitellidaniel
- 1 giorno fa
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Parte il nuovo credito d’imposta per l’autotrasporto destinato a compensare una parte dell’aumento dei costi del gasolio sostenuto dalle imprese nei mesi compresi tra marzo e agosto 2026. Dal 1° settembre è operativa la piattaforma digitale predisposta per la presentazione delle richieste, che resterà accessibile fino alle 23.59 del 15 settembre 2026. L’intervento, previsto dall’articolo 3 del decreto legge 18 marzo 2026, n. 33, punta ad attenuare gli effetti economici provocati dall’incremento dei prezzi dei carburanti sui bilanci delle aziende del trasporto professionale. Il beneficio può arrivare fino al 70% della maggiore spesa sostenuta rispetto al prezzo medio del gasolio rilevato nel febbraio 2026, entro uno stanziamento complessivo di 386,2 milioni di euro.
La misura interessa le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia che svolgono le attività di trasporto ammesse dalla normativa e utilizzano veicoli appartenenti alle classi ambientali Euro V ed Euro VI. Per il trasporto merci sono interessati i veicoli di categoria N con massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 7,5 tonnellate, mentre per il trasporto di persone rientrano gli autobus delle categorie M2 e M3 previsti dalla disciplina. Sono comprese anche determinate attività di noleggio di autobus con conducente. Per le imprese italiane assume particolare importanza l’iscrizione al Registro elettronico nazionale, REN, con posizione attiva alla data del 31 luglio 2026, salvo le specifiche procedure previste per le aziende che risultavano operative soltanto in una parte del periodo interessato dal ristoro.
La domanda deve essere presentata esclusivamente attraverso la piattaforma predisposta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. L’accesso avviene tramite SPID o Carta d’identità elettronica del titolare della ditta individuale o del legale rappresentante. Dopo la registrazione dell’impresa è possibile autorizzare altre persone fisiche a operare come incaricati. Una procedura specifica è prevista per i rappresentanti legali stranieri privi delle credenziali digitali italiane e per le imprese estere che dispongono di una stabile organizzazione nel Paese. Il sistema consente quindi di delegare materialmente la compilazione, mantenendo l’identificazione dell’impresa e dei soggetti autorizzati.
Uno dei passaggi più importanti riguarda la documentazione dei consumi. L’impresa deve indicare separatamente i litri di gasolio acquistati nei sei mesi, da marzo ad agosto, e utilizzati per la trazione dei soli veicoli ammessi al beneficio. Sono compresi anche gli acquisti di HVO, mentre non rientra, ad esempio, il carburante destinato all’alimentazione dei gruppi frigoriferi installati sui semirimorchi. La piattaforma presenta inoltre l’elenco delle targhe dei mezzi disponibili per ciascuna azienda alla data del 31 luglio, consentendo all’utente di selezionare quelle interessate. È possibile aggiungere manualmente veicoli Euro V ed Euro VI aventi i requisiti previsti qualora non compaiano nell’elenco proposto dal sistema.
Fondamentale è anche la compilazione del file delle fatture, che deve essere predisposto utilizzando esclusivamente il modello in formato .xlsx previsto dall’amministrazione. Per ogni documento devono essere inseriti i riferimenti della fattura, la tipologia, l’importo complessivo al netto dell’Iva, la parte della spesa riferibile al carburante effettivamente ammissibile e il Paese di emissione. La distinzione tra fatture che riportano le targhe dei veicoli e quelle che non contengono tale indicazione deve essere effettuata secondo le codifiche stabilite dalla procedura. Una volta inseriti i dati e caricato correttamente il documento, l’istanza può essere trasmessa e riceve un codice identificativo numerico.
Il calcolo del beneficio viene effettuato automaticamente dalla piattaforma prendendo come riferimento il costo medio del gasolio del febbraio 2026, indicato in 1,39415 euro al litro al netto dell’Iva. Il ristoro massimo corrisponde al 70% della differenza tra la spesa ammissibile sostenuta dall’impresa e quella che sarebbe risultata applicando il valore di riferimento ai litri dichiarati. Se l’ammontare complessivo delle richieste accolte dovesse superare i 386,2 milioni disponibili, gli importi saranno riparametrati per rispettare il limite delle risorse stanziate. Il credito concesso sarà successivamente registrato nel Registro nazionale degli aiuti di Stato e accreditato nel cassetto fiscale dell’impresa.
Durante il periodo di apertura della procedura è possibile controllare lo stato della richiesta e, quando necessario, annullare un’istanza già trasmessa per presentarne una nuova corretta. Dopo il 15 settembre, invece, non sarà più possibile intervenire sulla domanda. Il credito potrà essere utilizzato quando l’importo riconosciuto risulterà disponibile nella sezione dedicata ai crediti agevolativi del cassetto fiscale. Per le imprese dell’autotrasporto si apre così una finestra operativa particolarmente breve, nella quale la corretta ricostruzione dei consumi, delle fatture e dei veicoli ammissibili diventa essenziale per accedere al ristoro previsto contro il caro carburante.


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