Irpef 2027, secondo scaglione a 55.000 euro: chi risparmierebbe e quanto

La proposta riduce l’imposta lorda fino a 500 euro annui: simulazioni, beneficiari e distinzione tra imponibile e retribuzione
Abstract
L’ampliamento del secondo scaglione Irpef a 55.000 euro, previsto dal disegno di legge di bilancio 2027, ridurrebbe l’imposta lorda fino a 500 euro annui. Il vantaggio riguarda la parte di imponibile oltre 50.000 euro: non costituisce un rimborso generalizzato e resta subordinato all’approvazione parlamentare. Le simulazioni isolano la modifica degli scaglioni, mantenendo costanti reddito e altre condizioni fiscali.[1]
Sintesi esecutiva
La proposta conserva le aliquote del 23%, 33% e 43%, spostando la soglia oltre la quale opera quella maggiore. Fino a 50.000 euro non emerge alcun risparmio aggiuntivo; tra 50.000 e 55.000 euro il beneficio cresce di 100 euro ogni 1.000 euro di imponibile; da 55.000 euro raggiunge il massimo teorico. Il confronto riguarda l’Irpef lorda nazionale: detrazioni, addizionali e regimi sostitutivi richiedono una valutazione distinta.[2]
1. La proposta e il quadro normativo
Il disegno di legge presentato alla Camera il 30 ottobre 2026 prevede l’estensione per il solo 2027. La relazione illustrativa dell’articolo 9 richiama l’articolo 11 del decreto legislativo 19 giugno 2026, n. 117, contenente il nuovo testo unico delle imposte sui redditi. La disciplina di riferimento contempla il 33% tra 28.000 e 50.000 euro; la proposta prolunga tale fascia di 5.000 euro. Finché l’iter non termina, occorre descrivere il beneficio come eventuale, senza considerarlo già acquisito.[1]
Tabella 1. Aliquote marginali a confronto
Fascia di imponibile | Regole di riferimento | Proposta 2027 |
Fino a 28.000 € | 23% | 23% |
Oltre 28.000 e fino a 50.000 € | 33% | 33% |
Oltre 50.000 e fino a 55.000 € | 43% | 33% |
Oltre 55.000 € | 43% | 43% |
Grafico 1. Aliquota sulla fascia 50.000–55.000 euro
Regole di riferimento: 43%. Proposta 2027: 33%.
2. Il calcolo del risparmio
La progressività opera per porzioni di reddito. Il superamento di una soglia non assoggetta l’intero imponibile all’aliquota superiore: il 43% interessa soltanto l’eccedenza. Pertanto il risparmio è pari al 10% della quota compresa tra 50.000 e 55.000 euro. Con 52.000 euro, la quota agevolata è 2.000 euro e il vantaggio 200 euro; con 54.000 euro sale a 400 euro. I 500 euro derivano da 5.000 moltiplicato per dieci punti percentuali.[3]
Tabella 2. Simulazioni di imposta lorda, euro
Imponibile | Riferimento | Proposta 2027 | Risparmio |
50.000 | 13.700 | 13.700 | 0 |
51.000 | 14.130 | 14.030 | 100 |
52.000 | 14.560 | 14.360 | 200 |
55.000 | 15.850 | 15.350 | 500 |
60.000 | 18.000 | 17.500 | 500 |
Grafico 2. Risparmio annuo per imponibile
50.000: 0 €. 51.000: 100 €. 52.000: 200 €. 55.000: 500 €. 60.000: 500 €.
Il beneficio rimane di 500 euro anche a 60.000 euro perché i successivi 5.000 euro continuano a essere tassati al 43%. La soglia di 55.000 euro identifica il punto in cui il vantaggio si completa, non un limite oltre il quale esso scompare. Eventuali disposizioni che incidano sull’imposta netta devono essere esaminate separatamente.
3. Incidenza sul reddito e disponibilità mensile
Un taglio costante in valore assoluto pesa meno al crescere dell’imponibile. A 55.000 euro, 500 euro equivalgono allo 0,91% del reddito; a 100.000 euro allo 0,50%. Questa incidenza non coincide con la riduzione percentuale dell’imposta. La distinzione evita di confondere il guadagno sul reddito disponibile con la variazione del carico fiscale.
Tabella 3. Incidenza teorica del beneficio massimo
Imponibile | Beneficio annuo | Quota dell’imponibile |
55.000 € | 500 € | 0,91% |
60.000 € | 500 € | 0,83% |
100.000 € | 500 € | 0,50% |
Grafico 3. Beneficio in percentuale dell’imponibile
55.000: 0,91%. 60.000: 0,83%. 100.000: 0,50%.
Ripartito aritmeticamente su dodici mesi, il massimo vale 41,67 euro mensili. Non è però una previsione della singola busta paga: periodicità, conguagli e applicazione delle ritenute possono modificare la distribuzione temporale. Per gli autonomi il beneficio va letto attraverso il calcolo dell’imposta e i versamenti, senza trasferire automaticamente il risultato in un incremento mensile uniforme.
4. Imponibile, retribuzione e regimi fiscali
Il parametro delle simulazioni è il reddito imponibile Irpef, non la retribuzione annua lorda. Contributi previdenziali deducibili e altri oneri possono rendere differenti i due valori. La comparazione richiede inoltre lo stesso imponibile nei due scenari: un aumento della retribuzione o una variazione delle detrazioni può alterare l’imposta effettivamente versata.
Note
[1] Misura proposta per il 2027, suscettibile di modifiche parlamentari.
[2] Simulazioni a parità di imponibile, prima delle detrazioni e senza addizionali.
[3] Elaborazioni aritmetiche autonome sugli scaglioni verificati. Percentuali arrotondate a due decimali.
Fonti esaminate
Camera dei deputati, A.C. 3174, scheda e relazione illustrativa, articolo 9.
Camera dei deputati, Tassazione delle persone fisiche.
Fisco e Tasse, Legge di Bilancio 2027: novità fiscali del disegno di legge.
PMI, Irpef 2027: risparmi per fascia di reddito, 3 novembre 2026.
























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