Intelligence russa, l’allarme degli Usa: una rete avrebbe pianificato omicidi mirati in America e in Europa

Le autorità statunitensi hanno annunciato l’incriminazione di cinque persone accusate di aver operato per una rete collegata ai servizi di intelligence della Federazione Russa, con l’obiettivo di organizzare attacchi e omicidi mirati negli Stati Uniti e in Europa. Secondo le accuse formulate dal Dipartimento di Giustizia americano e dalle indagini dell’FBI, il gruppo avrebbe cercato di reclutare persone disponibili a sorvegliare e successivamente eliminare dissidenti russi, oltre a pianificare azioni contro infrastrutture civili e militari nei Paesi considerati vicini all’Ucraina. I cinque imputati risultano ancora latitanti e le contestazioni contenute nell’atto d’accusa dovranno essere provate in sede giudiziaria.
Al centro dell’inchiesta c’è quella che gli investigatori statunitensi definiscono RIS Network, una struttura che, secondo l’accusa, opererebbe almeno dal 2024 come uno dei bracci utilizzati dall’apparato russo per condurre operazioni all’estero. Inizialmente l’attività sarebbe stata indirizzata soprattutto contro dissidenti e disertori russi, mentre successivamente gli obiettivi si sarebbero estesi a soggetti e infrastrutture presenti nei Paesi schierati a sostegno di Kiev. Tre degli accusati sono indicati dagli Stati Uniti come figure di alto livello della rete: Yuri Khrameev, ex colonnello dell’intelligence russa, suo figlio Kirill Khrameev, descritto come ufficiale dell’FSB, e il cittadino cubano Oemis Romagoza Durruthy. Gli altri due imputati sono Yaidel Delgado Suarez e Angel Eduardo Castro.
Uno degli episodi più rilevanti ricostruiti dagli investigatori riguarda un importante dissidente russo residente negli Stati Uniti. Nell’estate del 2026 la rete avrebbe reclutato una persona incaricandola inizialmente di effettuare attività di sorveglianza in due luoghi collegati al potenziale obiettivo. Per questa attività sarebbero stati promessi compensi compresi tra 1.000 e 1.500 dollari. Dopo aver ricevuto fotografie e filmati, i presunti organizzatori avrebbero offerto 40 mila dollari affinché il dissidente venisse ucciso. La persona reclutata avrebbe rifiutato di eseguire l’omicidio, inducendo la rete, secondo gli inquirenti, a cercare altri soggetti disponibili a portare a termine l’operazione. L’FBI sostiene di avere interrotto il piano prima che potesse essere realizzato.
L’atto d’accusa descrive anche un precedente episodio avvenuto nel 2025, quando un cittadino statunitense sarebbe stato reclutato per sorvegliare una persona residente in Lituania, accusata dai presunti organizzatori di diffondere informazioni ostili alla Russia. Dopo un primo incarico fotografico remunerato con 200 dollari, sarebbe arrivata un’offerta di circa 25 mila dollari per uccidere l’obiettivo. Al rifiuto dell’uomo, gli interlocutori avrebbero proposto azioni alternative contro magazzini o infrastrutture elettriche. Secondo gli investigatori, questi episodi mostrerebbero una strategia nella quale attività di sorveglianza, reclutamento di intermediari e pagamenti sarebbero stati utilizzati per preparare operazioni violente senza un intervento diretto degli organizzatori.
L’indagine americana si estende inoltre all’Europa. La rete sarebbe stata coinvolta nell’organizzazione o nel supporto logistico di azioni in Repubblica Ceca e Lituania. Nel giugno 2024 Durruthy avrebbe coordinato aspetti logistici di un attacco a Praga, indicando possibili obiettivi e facilitando gli spostamenti di una persona coinvolta. Nel settembre dello stesso anno avrebbe fornito assistenza per un’altra operazione in territorio lituano. Le autorità statunitensi sostengono inoltre che alcuni membri della struttura avrebbero cercato complici per compiere atti contro infrastrutture civili e militari in Stati europei considerati allineati con l’Ucraina.
Sul piano giudiziario, tutti e cinque gli imputati sono accusati di cospirazione finalizzata al finanziamento del terrorismo, reato per il quale la legislazione statunitense prevede una pena massima di vent’anni di carcere. Yuri Khrameev, Delgado Suarez e Castro devono inoltre rispondere di cospirazione per omicidio su commissione, contestazione che può comportare fino a dieci anni di reclusione. Le autorità americane hanno sottolineato che le incriminazioni rappresentano accuse e che gli imputati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.
Il caso assume una rilevanza che supera la singola indagine penale perché si inserisce nel più ampio problema della repressione transnazionale e delle operazioni clandestine attribuite a servizi stranieri sul territorio di altri Stati. Washington considera particolarmente grave il tentativo di reclutare persone direttamente negli Stati Uniti per colpire dissidenti e altri obiettivi. L’inchiesta coinvolge diverse strutture dell’FBI e della sicurezza nazionale americana e pone nuovamente al centro dell’attenzione la protezione di dissidenti, infrastrutture strategiche e possibili bersagli in Europa, in una fase nella quale la guerra in Ucraina continua a produrre conseguenze anche sul terreno dell’intelligence e della sicurezza interna dei Paesi occidentali.





Commenti