top of page

Grandi cantieri, richieste di compensazione oltre i fondi disponibili

25 set
Tempo di lettura: 2 min
Lavori edili in un cantiere con materiali e struttura in costruzione

La stima indica due miliardi di domande sul 2024–2025 e 500 milioni di risorse: decisivi riparti e pagamenti.

Per i rincari dei materiali nei grandi lavori pubblici, le richieste relative al biennio 2024–2025 ammonterebbero a circa due miliardi di euro, mentre le risorse disponibili presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono indicate in 500 milioni. La differenza, stimata in 1,5 miliardi, è al centro delle segnalazioni raccolte dal Sole 24 Ore tra le imprese. È una misura dello scarto tra domande e dotazione riportata, non una somma già riconosciuta a ogni azienda.

Calcestruzzo, bitume, acciaio, plastiche e cavi sono fra i materiali i cui prezzi pesano sui cantieri. Le imprese riferiscono margini più stretti e ritardi nell’incasso delle compensazioni per lavori già eseguiti. Il problema può trasferirsi dalla contabilità dei contratti alla continuità delle opere: quando il costo effettivo supera quello previsto e il ristoro tarda, la liquidità necessaria per proseguire si riduce.

Il MIT gestisce un Fondo per la prosecuzione delle opere pubbliche, con piattaforma per l’adeguamento dei prezzi. Per le lavorazioni del 2025 sono previste finestre di presentazione delle istanze, comprese quelle contabilizzate nella seconda metà dell’anno. Le richieste sono trasmesse dalle stazioni appaltanti. Una domanda nel sistema non equivale a un pagamento già liquidato.

Il meccanismo mira ad assorbire parte dei maggiori oneri sopportati nell’esecuzione degli appalti. Per valutare l’esposizione concreta occorre distinguere importi richiesti, importi ammessi, risorse stanziate e bonifici effettivamente incassati. La differenza fra i primi due aggregati della notizia può cambiare con le verifiche amministrative o con nuove assegnazioni di fondi.

Alcuni operatori citati attendono somme riferite alla fine del 2024 e al 2025. Sono casi aziendali, che non dimostrano che tutti i cantieri siano fermi. Segnalano il rischio che ritardi nei rimborsi e prezzi elevati si sommino, con effetti sui tempi di esecuzione.

La verifica decisiva riguarda riparti e pagamenti del ministero. Finché non saranno disponibili dati consolidati, lo scarto di 1,5 miliardi resta la stima della fonte su richieste e dotazione. Le imprese chiedono certezza sulle compensazioni per programmare acquisti e lavori.

Commenti


Le ultime notizie

bottom of page