Gaza, Medici Senza Frontiere denuncia il collasso sanitario: «L’emergenza è il risultato delle restrizioni imposte da Israele»
La situazione sanitaria nella Striscia di Gaza continua a peggiorare e Medici Senza Frontiere (MSF) lancia un nuovo allarme sulle condizioni della popolazione civile. Secondo l'organizzazione umanitaria internazionale, il progressivo collasso del sistema sanitario sarebbe direttamente collegato alle operazioni militari, alla distruzione delle infrastrutture e alle severe limitazioni imposte all'ingresso di aiuti, medicinali e personale sanitario. In una serie di dichiarazioni e aggiornamenti diffusi nelle ultime settimane, MSF sostiene che gli ospedali ancora funzionanti operano ben oltre le proprie capacità, mentre centinaia di migliaia di persone continuano ad avere un accesso estremamente limitato a cure mediche, acqua potabile e beni di prima necessità.
L'organizzazione evidenzia come la crisi sanitaria non sia soltanto il risultato dei combattimenti, ma anche delle difficoltà nel garantire la continuità delle attività umanitarie. Molte strutture ospedaliere sono state danneggiate o rese inutilizzabili, numerosi operatori sanitari hanno perso la vita durante il conflitto e le forniture mediche arrivano con estrema difficoltà. Secondo MSF, la carenza di farmaci, anestetici, materiale chirurgico e carburante per alimentare i generatori elettrici compromette quotidianamente la possibilità di effettuare interventi chirurgici, assistere i feriti e curare pazienti affetti da patologie croniche. L'organizzazione denuncia inoltre che le limitazioni amministrative e operative ostacolano ulteriormente il lavoro delle organizzazioni umanitarie presenti sul territorio.
Nel corso del 2025 e del 2026, le équipe di Medici Senza Frontiere hanno dichiarato di aver effettuato centinaia di migliaia di visite mediche, migliaia di interventi chirurgici e assistito decine di migliaia di pazienti traumatizzati dal conflitto. Nonostante questo impegno, l'organizzazione afferma che le necessità della popolazione restano largamente superiori alle capacità di risposta disponibili. MSF sostiene che, senza un accesso stabile agli aiuti umanitari e senza la possibilità di far entrare nuove forniture e personale internazionale, il sistema sanitario di Gaza rischia un ulteriore deterioramento, con conseguenze sempre più gravi per civili, bambini e persone vulnerabili.
Le accuse rivolte da MSF sono state respinte in più occasioni dalle autorità israeliane, che sostengono di adottare misure di sicurezza motivate dalla necessità di impedire che materiali e risorse possano essere utilizzati da Hamas e da altri gruppi armati. Israele ha inoltre contestato alcune posizioni espresse dall'organizzazione umanitaria e ha introdotto nuove procedure per la registrazione delle organizzazioni non governative attive nei Territori palestinesi, chiedendo informazioni aggiuntive sul personale impiegato. MSF ha dichiarato di ritenere tali richieste incompatibili con la tutela della sicurezza dei propri operatori e con il principio di indipendenza dell'azione umanitaria.
La crisi sanitaria si inserisce in un contesto umanitario già estremamente critico. Oltre alla distruzione di numerose strutture ospedaliere, persistono gravi problemi nell'approvvigionamento di acqua potabile, energia elettrica e servizi igienico-sanitari. Le organizzazioni internazionali segnalano un aumento dei casi di malnutrizione, disidratazione e diffusione di malattie infettive, aggravati dalle condizioni di sovraffollamento in cui vive gran parte della popolazione sfollata. MSF sottolinea che molte delle morti registrate potrebbero essere evitate attraverso un accesso più rapido agli aiuti e il ripristino delle infrastrutture sanitarie essenziali.
Il nuovo appello dell'organizzazione umanitaria riporta al centro del dibattito internazionale il tema della protezione dei civili e del rispetto del diritto internazionale umanitario durante il conflitto. Mentre proseguono le operazioni militari e i tentativi diplomatici di raggiungere una tregua stabile, la situazione sul terreno continua a essere descritta dalle organizzazioni mediche come una delle più gravi emergenze sanitarie degli ultimi anni, con un sistema ospedaliero sottoposto a una pressione senza precedenti e una popolazione che continua a dipendere in larga misura dall'assistenza umanitaria internazionale.





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