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Gas, scorte Ue ai minimi dal 2013: il nuovo quadro dell'Iea

4 giorni fa
Tempo di lettura: 2 min
Tubazioni di un impianto del gas, immagine di repertorio

L'Unione europea entra nell'inverno 2026-2027 con le scorte di gas più basse dal 2013. Il dato emerge dal Global Gas Security Review del 3 novembre dell'Agenzia internazionale dell'energia. Riserve meno consistenti riducono il margine disponibile per affrontare picchi di consumo e interruzioni delle forniture, accrescendo il peso degli arrivi di gas naturale liquefatto.


Il rapporto distingue la situazione osservata dalle ipotesi di stress. Nello scenario che combina un inverno più freddo della media e il protrarsi delle interruzioni dei flussi di Gnl attraverso Hormuz, le riserve potrebbero scendere sotto il 10% a fine marzo 2027. Non è un esito già acquisito, ma una simulazione legata a condizioni specifiche.


La quantità immagazzinata incide anche sulla possibilità di prelevare rapidamente il gas. Secondo l'analisi riferita dall'ANSA, sotto il 30% di riempimento la capacità di erogazione diminuisce. Il problema non riguarda solo il volume disponibile, ma anche la velocità con cui può essere immesso nel sistema quando la domanda aumenta.


Sul versante internazionale, l'Iea rileva che tra marzo e ottobre l'interruzione dei flussi attraverso Hormuz ha ridotto di oltre 60 miliardi di metri cubi i carichi provenienti da Qatar ed Emirati Arabi Uniti. L'offerta nordamericana e una maggiore flessibilità commerciale contribuiscono ad assorbire lo shock, senza cancellare i rischi di approvvigionamento.


In dieci anni il mercato è diventato più interconnesso: sono aumentati gli scambi spot e i contratti di Gnl con destinazioni flessibili. Questi strumenti consentono di indirizzare i carichi verso mercati diversi, ma legano più strettamente le condizioni di offerta delle varie regioni.


Scorte basse alla fine della stagione fredda comporterebbero inoltre maggiori necessità di reintegro durante l'estate 2027. Il fabbisogno europeo di riempimento si sommerebbe alla domanda degli altri importatori, in un mercato dove diversi paesi dispongono di limitate capacità di stoccaggio.


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