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Fotovoltaico fino a 1 MW: nella manovra 1,2 miliardi per sostenere gli investimenti

16 ore fa
Tempo di lettura: 3 min
Impianto fotovoltaico su una copertura industriale


La manovra 2027 propone contributi fino al 40% collegati al FER X. Requisiti e accesso attendono l’attuazione.


La manovra 2027 prevede 1,2 miliardi di euro per sostenere nuovi impianti fotovoltaici di potenza fino a 1 megawatt. L’intervento punta a favorire circa 3 gigawatt di capacità attraverso contributi in conto capitale collegati al meccanismo FER X. Il dato giuridico preliminare è lo stato della disposizione: si tratta di una previsione del disegno di legge di bilancio, soggetta all’esame parlamentare e alla successiva attuazione, non di un nuovo sportello già disponibile.


Secondo l’impostazione riportata dal Sole 24 Ore, il Gestore dei servizi energetici potrà riconoscere un contributo fino al 40% dei costi di investimento ammissibili. Le risorse sono articolate in 800 milioni nel 2028 e 200 milioni per ciascuno degli anni 2029 e 2030. La copertura proposta combina 800 milioni del bilancio statale, da trasferire al GSE attraverso il Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, e 400 milioni provenienti dagli oneri di sistema elettrici.


I criteri applicativi e il monitoraggio della spesa saranno affidati a un decreto del Ministero dell’Ambiente, adottato di concerto con il Ministero dell’Economia entro 120 giorni dall’entrata in vigore della legge. Il tetto del 40% rappresenta quindi l’intensità massima prospettata: non equivale a una percentuale automaticamente riconosciuta a qualunque progetto. Anche il calendario delle risorse va distinto dalle future scadenze delle domande, che richiederanno indicazioni operative.


Il collegamento con il FER X impone di separare due componenti economiche. Il contributo in conto capitale riduce l’investimento sostenuto dal beneficiario; il meccanismo di sostegno alla produzione disciplina invece la remunerazione dell’energia secondo le proprie regole. Nella valutazione del progetto, queste voci incidono su momenti diversi: la prima sul fabbisogno finanziario iniziale, la seconda sui ricavi della gestione. Sommarle senza verificarne le condizioni potrebbe sovrastimare la redditività.


Il quadro di riferimento è il decreto del Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica del 18 giugno 2026, relativo al FER X definitivo. Come precisa il GSE, gli interventi con potenza nominale cumulata fino a 1 MW accedono direttamente al sostegno dopo l’entrata in esercizio, entro un contingente complessivo di 10 GW. Per quelli superiori a 1 MW sono previste procedure competitive, precedute dalla qualifica preliminare e dalla manifestazione di interesse. L’accesso diretto elimina dunque il passaggio dell’asta, ma resta subordinato ai requisiti del regime.


Occorre inoltre distinguere il contingente di 3 GW associato al nuovo contributo dalla capacità disponibile nel FER X: i due numeri descrivono perimetri differenti. Il limite di 1 MW riguarda la potenza dell’intervento, non la quantità di energia prodotta in un anno. La capacità installata, da sola, non determina i ricavi: questi dipendono anche dalla producibilità del sito e dalle condizioni economiche applicabili all’energia.


Per misurare l’effetto del contributo si può considerare un esempio puramente aritmetico: su un investimento con costi ammissibili pari a 500.000 euro, il 40% corrisponde a 200.000 euro. Resterebbero almeno 300.000 euro da finanziare, oltre alle eventuali spese escluse. Il calcolo non anticipa l’importo concedibile, ma mostra perché il piano finanziario debba distinguere costo complessivo, base agevolabile e contributo effettivamente riconosciuto.


Anche i tempi di erogazione incidono sul fabbisogno di cassa. Se il sostegno arrivasse dopo il pagamento dei lavori, l’operatore dovrebbe finanziare temporaneamente una quota maggiore dell’investimento. Nel piano economico sarà quindi necessario confrontare scenari con differenti tempi di incasso, costi del credito e livelli di produzione. Si tratta di variabili che possono modificare il tempo necessario a recuperare il capitale investito. Il decreto attuativo dovrà rendere verificabili le condizioni concrete di accesso e la documentazione necessaria per ottenere il contributo.

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