
Ryanair punta a 300 milioni di passeggeri entro il 2034, ma nel semestre l’utile scende

Nel semestre i viaggiatori salgono a 125,8 milioni. Per l’intero esercizio la compagnia prevede di trasportarne 214 milioni.
Ryanair ha trasportato più persone, ma ha guadagnato meno su ciascun biglietto. Nel primo semestre dell’esercizio 2026-27 i passeggeri sono saliti da 119 a 125,8 milioni, mentre la tariffa media è passata da 58 a 55,70 euro. Il confronto comprende l’estate, stagione di punta per il gruppo. Il tasso di riempimento è rimasto al 95%: la crescita del traffico è arrivata aumentando i posti venduti, senza alzare la quota di sedili occupati.
I ricavi sono cresciuti da 9,82 a 10,08 miliardi di euro. Le entrate accessorie per passeggero sono rimaste stabili e non hanno compensato del tutto il calo dei prezzi dei biglietti: il ricavo complessivo per viaggiatore è diminuito del 3%. Sul lato dei costi il movimento è stato opposto. Le spese operative hanno raggiunto 7,69 miliardi, il 10% in più rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente. L’utile dopo le imposte è così sceso da 2,54 a 2,15 miliardi, in calo del 15%.
Il carburante mostra perché il rincaro del petrolio non si sia trasferito uniformemente nei conti. Per il quinto di fabbisogno non coperto, il gruppo indica un prezzo pressoché raddoppiato, intorno a 130 dollari al barile. Sul restante 80% dispone invece di coperture a circa 67 dollari fino a marzo 2027. La parte scoperta resta quindi rilevante per il costo dei voli invernali.
Per l’esercizio in corso Michael O’Leary indica 214 milioni di passeggeri, il 3% in più. Su un orizzonte più lungo l’amministratore delegato ritiene possibile superare i 300 milioni entro il 2034. Sono obiettivi, non prenotazioni già acquisite. Fra i vincoli alla crescita dell’offerta europea il manager cita i ritardi nelle consegne degli aerei e dei motori. Il gruppo ha intanto messo in vendita 126 nuove rotte e annuncia una nuova base a Rimini. Per il trimestre che comprende il Natale resta decisivo il comportamento di chi prenota a ridosso della partenza: una finestra di acquisto più breve rende meno prevedibile la tariffa finale. Il dato annuo non coincide con quello semestrale.






















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