
Piazza Affari in rialzo nella prima ora, A2A perde il 4%

Il FTSE MIB passa dal +0,04% iniziale al +0,2%. In apertura Madrid si distingue da Parigi, Londra e Francoforte.
Piazza Affari ha ampliato il lieve guadagno dell’apertura nella mattina di lunedì 2 novembre. Il FTSE MIB, partito a 49.519 punti con un progresso dello 0,04%, dopo oltre mezz’ora di scambi segnava circa 49.590 punti, in rialzo dello 0,2%. Le due rilevazioni si riferiscono a momenti diversi della stessa seduta: non sono quotazioni di chiusura. Il movimento dell’indice nascondeva differenze anche marcate fra le società del listino principale.
Lottomatica, in evidenza fin dai primi scambi, guadagnava l’1,23% nella rilevazione delle 10:08. UniCredit e Campari salivano entrambe dell’1,15%, seguite da Inwit con l’1,1%. Amplifon restava positiva, ma il rialzo si era ridotto: dal 3,31% dei primi minuti allo 0,95%. Nel comparto bancario la direzione non era uniforme. A fronte del progresso di UniCredit, Intesa Sanpaolo avanzava dello 0,65%, Bper dello 0,5% e Mps dello 0,25%; Mediobanca e Banco Bpm cedevano rispettivamente lo 0,15% e lo 0,5%.
A2A perdeva il 4,03%, in controtendenza rispetto all’indice. Scendevano anche Stellantis e Prysmian, entrambe intorno a un punto percentuale di ribasso, mentre per Hera la flessione era dello 0,82%. Fra le società a minore capitalizzazione, fuori dal confronto diretto con le maggiori componenti del FTSE MIB, Landi Renzo avanzava del 7,28% e Zucchi arretrava del 9,5%.
In Europa i primi prezzi della seduta avevano dato indicazioni diverse: Madrid aveva aperto in rialzo dello 0,3% a 18.709 punti, Londra in calo dello 0,36% a 10.690. Parigi cedeva lo 0,13% e Francoforte lo 0,06%. Questi valori descrivono l’apertura delle rispettive piazze, non un confronto simultaneo con il successivo dato milanese. Sul mercato dei titoli di Stato, nella rilevazione della mattinata, il rendimento del decennale italiano si attestava al 4,48% e quello tedesco al 3,32%. Il differenziale fra Btp e Bund risultava pari a 116,4 punti base. Un punto base corrisponde a un centesimo di punto percentuale: lo spread è dunque di circa 1,16 punti percentuali.




















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