Festival dell’economia di Trento 2026, cinque giorni di confronto tra politica globale, finanza e nuovi poteri
Dal 20 al 24 maggio Trento tornerà a essere uno dei principali centri europei del dibattito economico e geopolitico con la XXI edizione del Festival dell’economia, manifestazione che negli ultimi anni ha consolidato il proprio ruolo internazionale grazie alla presenza di capi di governo, commissari europei, premi Nobel, ministri, manager e rappresentanti delle grandi istituzioni finanziarie. L’edizione 2026, organizzata dal Gruppo Il Sole 24 Ore insieme a Trentino Marketing per conto della Provincia autonoma di Trento, si presenta con numeri particolarmente rilevanti: oltre 700 relatori, più di 300 eventi e una durata estesa a cinque giornate, una novità che testimonia la crescita della manifestazione e la crescente centralità del confronto economico in una fase segnata da profonde trasformazioni internazionali.
Il tema scelto per questa edizione, “Dal mercato ai nuovi poteri. Le speranze dei giovani”, rappresenta una sintesi delle tensioni che attraversano l’economia mondiale. Al centro del dibattito vi sarà il progressivo ridimensionamento delle tradizionali regole del libero mercato e l’emersione di nuovi centri di influenza economica e politica, dalle Big Tech alle grandi piattaforme digitali, fino al rafforzamento delle economie statali e delle politiche protezionistiche adottate da numerosi Paesi. L’intelligenza artificiale, il controllo dei dati, la competizione energetica e le nuove forme di sovranità tecnologica saranno alcuni dei temi dominanti della manifestazione, in un contesto internazionale caratterizzato da instabilità geopolitica, conflitti commerciali e ridefinizione degli equilibri globali.
La presenza di quattro premi Nobel dell’economia conferma la volontà degli organizzatori di mantenere un livello scientifico elevato, affiancando però al dibattito accademico una forte componente politica e istituzionale. Sono attesi sedici ministri, numerosi rappresentanti delle istituzioni europee e protagonisti della scena economica internazionale. Tra i nomi annunciati figurano Roberta Metsola, presidente del Parlamento europeo, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, oltre a numerosi economisti, imprenditori e manager provenienti dai principali gruppi industriali e finanziari. La presenza simultanea di esponenti della politica europea, dell’economia reale e della finanza internazionale rende il Festival uno dei pochi luoghi di confronto in Italia capaci di unire analisi teorica e visione strategica sulle grandi trasformazioni globali.
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati dagli organizzatori riguarda il ruolo delle nuove generazioni. Il sottotitolo “Le speranze dei giovani” non rappresenta soltanto un elemento comunicativo, ma individua uno dei temi centrali dell’edizione 2026. L’obiettivo dichiarato è comprendere come le giovani generazioni possano affrontare una fase storica segnata da precarietà occupazionale, cambiamenti tecnologici accelerati e profonde disuguaglianze sociali. In questo quadro troveranno spazio iniziative dedicate agli under 30, con programmi specifici destinati a coinvolgere studenti, ricercatori, startupper e giovani professionisti chiamati a confrontarsi direttamente con leader economici e istituzionali.
L’edizione 2026 si colloca inoltre in un momento particolarmente delicato per l’economia europea. L’Unione europea sta affrontando contemporaneamente la competizione industriale con Stati Uniti e Cina, la transizione energetica, le conseguenze delle tensioni geopolitiche e il rallentamento della crescita economica. Il Festival dedicherà ampio spazio anche ai temi della politica industriale europea, dell’export, del debito pubblico, della sicurezza energetica e del futuro del sistema produttivo continentale. Non a caso, tra i relatori figurano numerosi rappresentanti del mondo bancario, imprenditoriale e istituzionale, chiamati a discutere delle prospettive economiche dei prossimi anni.
Un altro elemento caratterizzante sarà il crescente peso delle grandi piattaforme tecnologiche nel dibattito economico globale. Gli organizzatori hanno sottolineato come il tradizionale equilibrio tra Stato e mercato stia progressivamente lasciando spazio a nuove forme di concentrazione del potere economico, legate al controllo delle infrastrutture digitali e dell’intelligenza artificiale. Il riferimento alle Big Tech rappresenta uno dei punti centrali della riflessione proposta dal Festival, che punta ad analizzare non soltanto gli effetti economici dell’innovazione tecnologica, ma anche le implicazioni politiche e sociali della crescente influenza esercitata dalle multinazionali digitali.
Negli ultimi anni il Festival dell’economia di Trento ha registrato una crescita costante di pubblico e partecipazione. Secondo i dati diffusi dagli organizzatori, la manifestazione ha superato le 140mila presenze complessive nelle ultime quattro edizioni, trasformando la città in un laboratorio permanente di confronto tra politica, economia, cultura e società civile. La scelta di ampliare il programma a cinque giorni rappresenta quindi non soltanto una risposta all’aumento degli eventi e dei relatori, ma anche il tentativo di rafforzare ulteriormente la dimensione internazionale della manifestazione.





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