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Ferretti, si riaccende lo scontro per il controllo del gruppo: KKCG contesta le nomine del consiglio sostenute da Weichai

10 giu
Tempo di lettura: 3 min

La battaglia per la governance di Ferretti entra in una nuova fase e conferma come il principale produttore italiano di yacht di lusso sia al centro di uno dei confronti societari più rilevanti del panorama industriale europeo. Il gruppo ceco KKCG Maritime ha deciso di impugnare le nomine del consiglio di amministrazione approvate dall’assemblea e sostenute dal socio di riferimento cinese Weichai, riaprendo uno scontro che coinvolge assetti proprietari, regole di governance e possibili implicazioni legate alla normativa sul Golden Power. La vicenda evidenzia la crescente attenzione internazionale verso uno dei marchi più prestigiosi della nautica mondiale e conferma il valore strategico che il settore continua a esercitare sugli investitori globali.


Ferretti rappresenta uno dei simboli dell’industria italiana del lusso. Attraverso marchi storici come Riva, Pershing, Ferretti Yachts, Custom Line e Wally, il gruppo occupa una posizione di primo piano nel mercato internazionale delle imbarcazioni di alta gamma. La crescita della domanda mondiale di yacht di lusso e i risultati economici positivi registrati negli ultimi anni hanno reso la società particolarmente attrattiva per investitori industriali e finanziari.


Lo scontro attuale nasce dal confronto tra il gruppo cinese Weichai, principale azionista della società, e KKCG Maritime, il veicolo controllato dall’imprenditore ceco Karel Komárek. Dopo aver progressivamente aumentato la propria partecipazione nel capitale di Ferretti, KKCG ha cercato di rafforzare ulteriormente il proprio peso nella governance del gruppo, avviando una strategia finalizzata a ottenere maggiore influenza sulle decisioni societarie.


Il recente rinnovo del consiglio di amministrazione ha però sancito il predominio della lista sostenuta da Weichai. L’assemblea degli azionisti ha attribuito alla compagine vicina al socio cinese la quasi totalità dei seggi disponibili, consentendo a Weichai di consolidare il proprio controllo sugli organi di governo della società. L’esito della votazione ha determinato l’esclusione di alcune figure considerate vicine alla posizione di KKCG e ha modificato significativamente gli equilibri interni del gruppo.


Proprio contro questo risultato si concentra ora l’iniziativa del gruppo ceco. KKCG sostiene che esistano elementi che meritano ulteriori verifiche e ha contestato la validità del processo che ha portato all’elezione del nuovo consiglio. Al centro delle obiezioni vi è anche il tema dell’applicazione della normativa italiana sul Golden Power, che attribuisce al Governo particolari poteri di controllo nelle operazioni riguardanti asset considerati strategici per la sicurezza nazionale. Secondo la posizione espressa dal gruppo ceco, alcune attività svolte da Ferretti nel comparto della sicurezza e delle forniture istituzionali potrebbero rendere necessarie ulteriori valutazioni da parte delle autorità competenti.


La questione assume particolare rilievo perché coinvolge un settore che negli ultimi anni ha acquisito una crescente valenza strategica. Pur essendo conosciuta soprattutto per la produzione di yacht di lusso, Ferretti opera anche in segmenti collegati alla sicurezza marittima e alla realizzazione di imbarcazioni destinate a utilizzi istituzionali. Questo aspetto ha contribuito ad alimentare il dibattito sulla possibile applicazione delle norme che disciplinano gli investimenti esteri in attività considerate sensibili.


Il confronto tra i due azionisti si sviluppa in un contesto di risultati industriali particolarmente positivi. Il mercato della nautica di alta gamma continua infatti a mostrare una buona capacità di crescita, sostenuta dalla domanda proveniente da Stati Uniti, Medio Oriente, Asia ed Europa. Le prospettive favorevoli del settore contribuiscono a spiegare l’interesse degli investitori per il controllo e la governance della società.


Gli analisti osservano che la vicenda va oltre il semplice confronto tra azionisti. Lo scontro riguarda infatti la definizione della strategia futura del gruppo, le modalità di espansione internazionale e la gestione di uno dei principali operatori mondiali della nautica di lusso. La presenza contemporanea di investitori europei, cinesi e internazionali evidenzia inoltre la crescente globalizzazione del comparto e il valore che i marchi italiani continuano a esprimere sui mercati mondiali.


L’evoluzione della controversia potrebbe avere effetti significativi sulla governance futura di Ferretti. Le eventuali decisioni delle autorità competenti e gli sviluppi delle iniziative promosse da KKCG saranno determinanti per comprendere se l’attuale assetto proprietario resterà invariato oppure se si apriranno nuovi spazi di confronto tra i principali soci. Nel frattempo il gruppo continua a operare in un mercato che resta tra i più dinamici del lusso internazionale, sostenuto da una domanda elevata e da un portafoglio di marchi considerati tra i più prestigiosi al mondo.

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