Consulta: la sanzione penitenziaria disciplinare non esclude quella penale
- Luca Brivio
- 2 giorni fa
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Recentemente la Consulta si è espressa su una questione rilevante per quanto riguarda l’ordinamento penitenziario italiano: l’applicazione della pena disciplinare rende improcessabile l’imputato dal punto di vista penale?
Le argomentazioni sono molto interessanti. Infatti, per applicare la regola del non bis in idem che permetterebbe di scagionare l’imputato sotto il punto di vista processuale, è necessario che le due pene rientrino sotto lo stesso ordinamento. E così non è per il solo ordinamento nazionale.Tuttavia, la Corte CEDU ha più volte ribadito e ampliato il concetto di carattere penale della norma: sono penali, secondo l’ordinamento della Grande Corte, non soltanto le norme ascritte all’ordinamento penale, ma tutte quelle norme che prevedono sanzioni di qualsiasi carattere, come ad esempio le norme amministrative sanzionatorie, le norme tributarie che prevedono una sanzione, oppure le norme carcerarie disciplinari che prevedono una ulteriore restrizione della libertà personale.
Ovviamente ciò ha reso difficile processare gli imputati sui diversi piani delle norme violate, e per questo gli ultimi orientamenti della Corte hanno messo dei precisi limiti a tale ampliamento.
Nel caso di specie si parlava di un’ipotesi di danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale: l’imputato aveva dato fuoco, per protesta, a dei propri vestiti, aveva danneggiato inoltre alcuni oggetti appartenenti al carcere (una plafoniera, un letto, una televisione). Aveva poi resistito ad alcune guardie che avevano tentato di fermarlo.
La Corte Costituzionale ha ribadito, tramite questa sentenza, che non è possibile escludere la punibilità di un reato solo perché già punito internamente al carcere mediante misure disciplinari (nel caso di specie 8 giorni di esclusione dalle attività comuni).





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