Roma apre al pubblico il grande mosaico nascosto sotto le Terme di Traiano
La “Musa e Filosofo” e l’affresco della “Città Dipinta” diventano visitabili dopo il restauro finanziato nel programma PNRR Caput Mundi.
Uno dei più importanti complessi archeologici del colle Oppio amplia la propria offerta di visita con l’apertura al pubblico della “Musa e Filosofo”, il grande mosaico parietale rinvenuto negli ambienti sotterranei delle Terme di Traiano, e della cosiddetta “Città Dipinta”, un affresco che raffigura un articolato paesaggio urbano. Dopo le prime aperture del 12 e 13 settembre, le visite regolari sono programmate dal 2 ottobre, dal venerdì alla domenica, all’interno di un percorso che rende accessibili spazi finora riservati agli studiosi e ai cantieri.
Il mosaico, datato al I secolo, si sviluppa lungo una parete di circa 16 metri e raggiunge un’altezza prossima ai dieci metri. Gli archeologi lo descrivono come il più grande mosaico parietale finora individuato nel mondo romano, anche se le indagini nel complesso non sono concluse. La decorazione presenta figure interpretabili come una musa e un filosofo e offre nuovi elementi per comprendere l’uso degli edifici precedenti alla costruzione delle terme imperiali volute da Traiano all’inizio del II secolo.
Accanto al mosaico, la Città Dipinta restituisce l’immagine di un centro fortificato affacciato sul mare, con architetture, mura e dettagli urbani che hanno richiesto un delicato intervento di consolidamento e restauro. Il progetto di valorizzazione rientra nel programma PNRR Caput Mundi. La documentazione di Roma Capitale attribuisce all’intervento dedicato al mosaico e all’affresco un finanziamento di 4,095 milioni di euro, destinato anche alla messa in sicurezza, agli impianti e alla nuova illuminazione.
L’apertura rafforza il sistema culturale dell’area compresa tra Colosseo, Domus Aurea e colle Oppio, aggiungendo un luogo di visita con caratteristiche molto diverse dai grandi monumenti di superficie. Il percorso consente di leggere la stratificazione di Roma attraverso ambienti nascosti, apparati decorativi e trasformazioni urbanistiche successive. Per il turismo culturale si tratta di un nuovo punto di interesse che amplia la permanenza nell’area archeologica e porta l’attenzione su restauro e accessibilità del patrimonio sotterraneo, oltre che sulla monumentalità più conosciuta della città. Il valore dell’intervento non è soltanto spettacolare. La nuova fruizione collega reperti anteriori alle Terme di Traiano con la successiva monumentalizzazione imperiale del colle. Il visitatore entra in una sequenza archeologica difficile da cogliere nei normali percorsi urbani, dove epoche differenti si sovrappongono.



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