Coltivaitalia, oltre un miliardo per rafforzare agricoltura e filiere
Il disegno di legge approvato dalla Camera passa al Senato: 300 milioni al Piano olivicolo, risorse per investimenti, giovani imprese e contrasto alla Xylella.
Il disegno di legge “Coltivaitalia”, approvato dalla Camera il 6 agosto 2026 con 150 voti favorevoli, nessun contrario e 97 astensioni, torna al centro dell’agenda del settore agricolo alla ripresa dei lavori parlamentari. Il provvedimento, identificato alla Camera come A.C. 2670, mobilita oltre un miliardo di euro di risorse aggiuntive per agricoltura e agroalimentare, ma non è ancora una legge definitiva. Dopo il via libera di Montecitorio è stato trasmesso al Senato come S. 2015, assegnato il 31 agosto 2026 e con esame non ancora iniziato secondo lo stato ufficiale dell’iter parlamentare.
Tra gli interventi di maggiore peso figura il Piano nazionale olivicolo, al quale sono destinati 300 milioni di euro nel periodo 2026-2030. Il provvedimento incrementa inoltre il Fondo per la sovranità alimentare di 30 milioni per il 2026 e di 40 milioni per il 2027 e prevede ulteriori risorse per investimenti strutturali nel comparto agricolo: 100 milioni nel 2027, 150 milioni nel 2028 e 50 milioni nel 2029. Sono contemplati anche strumenti a sostegno della produzione di carne bovina, degli investimenti innovativi e delle imprese agricole a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile.
Un capitolo specifico riguarda l’emergenza Xylella fastidiosa. Il testo disciplina poteri e funzioni di un commissario straordinario nazionale e, secondo l’impianto approvato dalla Camera, ne prevede l’operatività fino al 31 dicembre 2028, con una struttura di supporto dedicata. La finalità è rendere più coordinati gli interventi di contenimento, ricostituzione produttiva e rilancio delle aree olivicole colpite, tema che rimane strategico soprattutto per il Mezzogiorno.
Ulteriori 9,2 milioni di euro sono destinati alle attività legate a oleoturismo ed enoturismo, con l’obiettivo di integrare produzione agricola, ospitalità e valorizzazione territoriale. La misura amplia il perimetro economico delle aziende che puntano sulla trasformazione dell’esperienza agroalimentare in servizio turistico, una componente sempre più rilevante nelle aree rurali.
L’impianto del DDL punta a rafforzare filiere, investimenti e ricambio generazionale, ma il dato operativo resta legato ai tempi parlamentari. Le organizzazioni agricole hanno accolto positivamente l’entità delle risorse, pur chiedendo interventi più incisivi sulla competitività delle filiere e sull’estensione di alcuni incentivi. Per le imprese, la fase decisiva sarà verificare quali disposizioni usciranno immutate dal Senato e con quali modalità applicative saranno rese accessibili.



Commenti