Bce, meno vincoli per le piccole banche: soglia degli attivi verso i 10 miliardi

La Bce punta ad ampliare il numero di banche considerate piccole e non complesse (Snci, Small and Non-Complex Institutions), riducendo per questi istituti gli obblighi in materia di reporting, Srep, stress test e governance. La proposta prevede di innalzare da 5 a 10 miliardi di euro la soglia degli attivi e di rendere meno stringenti i criteri di “non complessità”, portando circa 150 banche in più nella categoria. Le Snci arriverebbero così a rappresentare l’85% delle Less Significant Institutions (Lsi) europee, rispetto all’attuale 75%, pari a circa 1.400 istituti. L’impostazione della Bce si discosta da quella della Bundesbank, che aveva proposto interventi più radicali, con un regime prudenziale separato per le piccole banche e l’abbandono di alcune regole di Basilea, in particolare sui requisiti ponderati per il rischio. Il tema della semplificazione bancaria è al centro del dibattito europeo nell’ambito delle iniziative della Commissione Ue per rafforzare la competitività del settore, con particolare attenzione alla Germania, il Paese europeo con il maggior numero di Lsi. «Invece di creare un regime prudenziale separato per le banche di minori dimensioni, le proposte si basano sul quadro normativo esistente per le Snci», ha spiegato Frank Elderson, vicepresidente della Vigilanza e membro del comitato esecutivo della Bce. Francoforte sta inoltre valutando interventi che non richiedono modifiche alle norme europee: alcune piccole banche a basso rischio potrebbero essere esentate per due o tre anni dalle procedure Srep, mentre per gli stress test si farebbe maggiore ricorso a esercizi top-down, elaborati direttamente dalle autorità di vigilanza. Particolarmente significativa la semplificazione prevista sul reporting finanziario Finrep, dove i dati richiesti potrebbero scendere da circa 13.500 a circa 700, eliminando duplicazioni e sovrapposizioni. Sul fronte della governance, la Bce propone invece maggiore flessibilità nell’accorpamento di comitati e funzioni aziendali, oltre a possibili deroghe sui requisiti di remunerazione. Le misure arrivano mentre gli ultimi stress test della Bundesbank hanno mostrato un rafforzamento delle Lsi tedesche, pur evidenziando che «diverse decine» di istituti potrebbero non rispettare i requisiti patrimoniali in uno scenario caratterizzato da forti tensioni geopolitiche. Per Elderson, l’obiettivo della riforma «non è abbassare gli standard, ma raggiungerli in modo più efficiente e proporzionato», permettendo alle banche più piccole di concentrare maggiori risorse sulla gestione dei rischi, sui servizi alla clientela, sull’efficienza e sugli investimenti necessari per restare competitive in un settore finanziario sempre più tecnologico.





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