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Assobiotec presenta il Manifesto “Orizzonte 2036”: biotecnologie al centro della competitività italiana

18 giu
Tempo di lettura: 3 min

Le biotecnologie si candidano a diventare uno dei principali motori dello sviluppo economico e industriale del prossimo decennio. Con il lancio del Manifesto “Orizzonte 2036”, Assobiotec ha delineato una strategia di lungo periodo che punta a rafforzare il ruolo dell’Italia in un settore considerato sempre più decisivo per la salute, l’agricoltura, la sostenibilità ambientale, la sicurezza alimentare e l’innovazione industriale. L’iniziativa nasce in una fase nella quale le principali economie mondiali stanno investendo risorse crescenti nelle tecnologie biotech, riconoscendone il valore strategico per la crescita economica e l’autonomia tecnologica.


Il manifesto guarda al 2036 come a una tappa simbolica e operativa per costruire un ecosistema nazionale capace di trasformare la ricerca scientifica in sviluppo industriale, occupazione qualificata e maggiore competitività internazionale. L’obiettivo è favorire una visione integrata che coinvolga imprese, università, centri di ricerca, istituzioni e investitori, creando le condizioni per accelerare l’innovazione e valorizzare le eccellenze presenti nel Paese.


Le biotecnologie rappresentano già oggi una componente rilevante dell’economia italiana. Secondo le più recenti rilevazioni del settore, il comparto genera un valore superiore a 47 miliardi di euro e coinvolge migliaia di imprese e decine di migliaia di lavoratori altamente qualificati. La loro applicazione si estende ben oltre il settore farmaceutico, interessando la bioeconomia, l’agricoltura avanzata, la diagnostica, l’industria alimentare e i processi produttivi sostenibili.


Uno dei punti centrali del Manifesto riguarda il rafforzamento della ricerca scientifica. L’Italia dispone di competenze riconosciute a livello internazionale, ma spesso incontra difficoltà nel trasformare le scoperte dei laboratori in prodotti e servizi capaci di raggiungere il mercato. Ridurre il divario tra ricerca e applicazione industriale viene considerato essenziale per trattenere talenti, attrarre investimenti e generare nuova crescita.


Particolare attenzione viene dedicata alla formazione delle nuove generazioni. Le imprese biotech richiedono figure professionali altamente specializzate e il fabbisogno di competenze è destinato ad aumentare nei prossimi anni. Per questo motivo Assobiotec sottolinea l’importanza di rafforzare i percorsi scientifici, promuovere le discipline STEM e favorire una maggiore collaborazione tra sistema educativo e mondo produttivo. La disponibilità di capitale umano qualificato viene considerata una delle condizioni fondamentali per sostenere l’espansione del settore.


Un altro tema strategico riguarda l’accesso ai finanziamenti. Le imprese biotech operano in un contesto caratterizzato da elevati investimenti iniziali e tempi lunghi per il ritorno economico. Per questo motivo il manifesto richiama la necessità di sviluppare strumenti finanziari adeguati, in grado di sostenere startup innovative, progetti di ricerca avanzata e processi di crescita industriale. La disponibilità di capitali rappresenta infatti uno dei principali fattori che distinguono gli ecosistemi più competitivi a livello globale.


Il documento si inserisce anche nel dibattito europeo sul futuro delle biotecnologie. Bruxelles sta lavorando alla definizione di nuove strategie industriali e regolatorie per rafforzare il comparto e ridurre il divario rispetto a Stati Uniti e Cina. Assobiotec ritiene fondamentale che l’Italia svolga un ruolo da protagonista in questo processo, contribuendo alla definizione delle politiche comunitarie e cogliendo le opportunità offerte dal futuro quadro normativo europeo.


Le applicazioni delle biotecnologie sono destinate a incidere su alcune delle principali sfide del nostro tempo. Nel settore sanitario consentono lo sviluppo di terapie personalizzate, farmaci innovativi e strumenti diagnostici sempre più precisi. In agricoltura offrono soluzioni per aumentare la produttività e ridurre l’impatto ambientale. Nell’industria favoriscono processi produttivi più efficienti e sostenibili. Nella bioeconomia contribuiscono alla realizzazione di materiali innovativi e alla riduzione della dipendenza da risorse fossili.


La sostenibilità rappresenta infatti uno dei pilastri della visione delineata dal Manifesto Orizzonte 2036. Le tecnologie biotech vengono considerate uno strumento fondamentale per affrontare le sfide legate al cambiamento climatico, alla gestione delle risorse naturali e alla transizione verso modelli produttivi più rispettosi dell’ambiente. L’integrazione tra innovazione e sostenibilità è destinata a diventare un elemento sempre più centrale nelle strategie industriali dei prossimi anni.


Il settore biotech italiano presenta caratteristiche particolarmente interessanti anche dal punto di vista della struttura imprenditoriale. Accanto a grandi gruppi internazionali operano numerose startup e piccole imprese innovative che rappresentano una fonte importante di ricerca e sperimentazione. Favorire la crescita di queste realtà viene considerato essenziale per alimentare un ecosistema capace di generare innovazione in modo continuo.


La presentazione del Manifesto Orizzonte 2036 evidenzia quindi la volontà di costruire una strategia industriale di lungo periodo fondata sulla scienza, sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica. In un contesto internazionale sempre più competitivo, le biotecnologie vengono considerate una leva decisiva per rafforzare la produttività, creare occupazione qualificata e aumentare la capacità del sistema economico italiano di competere sui mercati globali. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questa visione in politiche concrete, investimenti e collaborazioni capaci di consolidare il ruolo dell’Italia tra i protagonisti della nuova economia dell’innovazione.

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