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Affitti, cresce l’offerta e cala la pressione: Milano e Firenze frenano nei canoni

7 set
Tempo di lettura: 2 min
Affitti, cresce l’offerta e cala la pressione: Milano e Firenze frenano nei canoni

Il Market Monitor di Immobiliare.it Insights fotografa un mercato a due velocità: prezzi di vendita ancora in aumento, locazioni più equilibrate

Il mercato residenziale italiano continua a crescere nei valori, ma il comparto delle locazioni mostra i primi segnali di riequilibrio. Nel primo semestre 2026 i prezzi delle abitazioni in vendita sono saliti in media del 4,3% su base annua, fino a circa 2.200 euro al metro quadrato, mentre i canoni hanno registrato un incremento più contenuto, pari al 2,9%, attestandosi a 14,7 euro al metro quadrato al mese. È il quadro tracciato dal Market Monitor di Immobiliare.it Insights.

La differenza più rilevante riguarda l’offerta. Sul mercato delle compravendite lo stock disponibile è diminuito dell’1,4%, mantenendo elevata la pressione sui prezzi; nelle locazioni, al contrario, l’offerta è aumentata del 19,3% rispetto alla prima metà del 2025. Il maggiore numero di immobili disponibili ha ridotto la pressione della domanda sul singolo annuncio in quasi tutte le aree, pur senza determinare una flessione generalizzata dei canoni.

Nei principali mercati urbani emergono dinamiche differenziate. Milano resta la città più cara sia per comprare, con una media di 5.675 euro al metro quadrato, sia per affittare, con 22,3 euro al metro quadrato al mese. I canoni milanesi sono però scesi dello 0,9% su base annua; Firenze registra una sostanziale stabilità, con un arretramento dello 0,2%, mentre Bologna segna una contrazione più marcata del 3,2%. Sul versante opposto, Reggio Calabria, Messina e Genova mostrano aumenti sensibilmente superiori alla media.

Il nodo strutturale resta l’accessibilità economica alla casa. Per un nucleo con un solo reddito è accessibile il 30,5% dell’offerta in vendita e appena il 13,4% di quella in locazione; con due redditi le percentuali salgono rispettivamente al 58,4% e al 56%. Firenze è il mercato metropolitano meno accessibile, mentre l’ampliamento dello stock in affitto segnala che l’equilibrio tra domanda e offerta può iniziare a incidere sulla dinamica dei prezzi anche nelle città a maggiore tensione abitativa. Il riequilibrio resta disomogeneo.

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