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Acciaio italiano, a luglio la produzione scende dell’1,8% dopo mesi di crescita

4 set
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Acciaio italiano, a luglio la produzione scende dell’1,8% dopo mesi di crescita


La produzione italiana di acciaio ha registrato a luglio 2026 una flessione dell’1,8% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato, diffuso da Federacciai, interrompe la sequenza positiva osservata nei mesi precedenti e rappresenta il primo arretramento tendenziale dalla fine del 2025.

La produzione del mese si è attestata intorno a 1,7 milioni di tonnellate. Il risultato non modifica, almeno per ora, la dinamica complessiva dell’anno: tra gennaio e luglio le acciaierie italiane hanno prodotto circa 13,2 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Il rallentamento assume però particolare rilevanza in una fase nella quale la siderurgia europea continua a confrontarsi con costi energetici elevati, domanda industriale irregolare, pressione competitiva delle importazioni e oneri legati alla transizione ambientale. La struttura produttiva italiana, fortemente basata sul forno elettrico, risente in maniera immediata dell’andamento dei prezzi dell’elettricità.

L’acciaio costituisce inoltre una materia prima strategica per numerose filiere: automotive, meccanica, costruzioni, elettrodomestici, infrastrutture e beni strumentali. Una contrazione prolungata della produzione può quindi diventare un indicatore anticipatore di debolezza per una parte rilevante della manifattura nazionale.

Sul piano europeo resta aperto anche il confronto sulle politiche industriali e sul sistema ETS, mentre l’introduzione progressiva del meccanismo CBAM punta a ridurre il rischio di concorrenza da produzioni extraeuropee caratterizzate da minori costi ambientali.

Il dato cumulato dei primi sette mesi rimane positivo e segnala una capacità di recupero rispetto al 2025. La flessione di luglio impone tuttavia di osservare le prossime rilevazioni per verificare se rappresenti una correzione temporanea oppure l’inizio di un rallentamento più ampio della domanda siderurgica.

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