top of page

Turismo USA, in due anni quasi un milione di europei in meno

1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min
Viaggiatori in un terminal aeroportuale

Nei primi otto mesi del 2026 gli Stati Uniti hanno accolto 6,3 milioni di turisti provenienti dall’Europa occidentale, contro quasi 7,1 milioni nello stesso periodo del 2025 e 7,3 milioni nel 2024. Il saldo biennale è negativo per circa 936 mila visitatori. I dati preliminari delle autorità statunitensi mostrano un’inversione ormai diffusa e netta.

Gli arrivi dall’Italia diminuiscono del 14,4%, da 694 mila a 594 mila. Flessioni ancora più forti riguardano Danimarca, Svizzera e Germania. Le cause indicate non dipendono da un solo elemento: incidono regole d’ingresso percepite come più rigide, prezzi alberghieri elevati, crisi internazionali e timori di rallentamento economico. L’aumento del costo complessivo del viaggio spinge una parte della domanda verso Canada, Asia e Sudamerica, mentre i Mondiali di calcio non hanno compensato la riduzione dei flussi europei.

L’effetto non si limita agli aeroporti. Stimando una spesa media di 2.000 dollari per turista, esclusi i voli, la contrazione rispetto al 2025 equivale a circa 1,5 miliardi di dollari in meno per alberghi, ristorazione, trasporti terrestri, commercio e musei. Includendo i biglietti aerei, i ricavi mancati salirebbero a circa 2,3 miliardi. La diversa provenienza dei passeggeri modifica anche la redditività delle rotte e la capacità delle compagnie di mantenere frequenze e tariffe.

In direzione opposta cresce il numero degli statunitensi che viaggiano verso l’Europa. Per i vettori europei, una domanda più robusta sul lato americano può sostenere i collegamenti transatlantici; per quelli statunitensi, la minore attrattività interna riduce una componente importante dei ricavi turistici. I viaggi per lavoro degli italiani restano intorno a 105 mila, mentre diminuiscono leggermente anche gli ingressi per studio. La composizione dei flussi diventa quindi decisiva quanto il loro volume: vacanze, lavoro e formazione generano livelli di spesa e stagionalità differenti per compagnie, aeroporti e destinazioni.

Commenti


Non puoi più commentare questo post. Contatta il proprietario del sito per avere più informazioni.

Le ultime notizie

bottom of page