Imprese italiane, ricavi in ripresa e investimenti al record del decennio

L’analisi Mediobanca su 1.700 gruppi segnala crescita, export in aumento e 35,5 miliardi di investimenti reali.
Dopo due esercizi in arretramento, i ricavi delle maggiori imprese italiane sono tornati a crescere nel 2025, anche se con un progresso contenuto dello 0,5%. Il dato interrompe la flessione del 6,2% registrata nel 2023 e quella del 3% del 2024. La fotografia riguarda circa 1.700 società di grande dimensione, in larga parte con più di 500 dipendenti, e permette di osservare insieme vendite, redditività, occupazione ed evoluzione degli investimenti.
La ripresa non è uniforme. Le esportazioni aumentano del 3,3%, mentre il mercato interno arretra dell’1%. La differenza indica che la domanda estera è tornata a sostenere i bilanci più del consumo domestico. Il manifatturiero avanza dell’1,7%, ma il miglioramento dei ricavi non si traduce in un’accelerazione analoga della redditività, rimasta sostanzialmente stabile. Per le imprese, quindi, la crescita dei volumi convive con margini ancora esposti a energia, costo del denaro e debolezza della domanda nazionale.
L’elemento più rilevante riguarda la spesa produttiva. Gli investimenti reali raggiungono 35,5 miliardi di euro, il livello più alto dell’ultimo decennio. Non si tratta soltanto di una variazione contabile: l’aumento segnala che una parte significativa del sistema industriale ha continuato a destinare risorse a impianti, tecnologie e capacità produttiva nonostante due anni di ricavi in calo. La qualità di questi impieghi sarà decisiva per capire se la ripartenza potrà consolidarsi attraverso maggiore produttività.
Sul lavoro, l’occupazione delle imprese private considerate risulta cresciuta dell’11,8% nell’arco di dieci anni. Il confronto di lungo periodo attenua il peso delle oscillazioni annuali e mostra una struttura aziendale più ampia rispetto all’inizio della serie. Resta però centrale la distribuzione del risultato: aziende orientate all’export e comparti manifatturieri più dinamici possono reagire meglio, mentre i settori dipendenti dalla domanda interna affrontano una ripresa più fragile, oggi.






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