Bce, allarme sulla bolla dell’intelligenza artificiale: Wall Street esposta al rischio di forti correzioni

La corsa dell’intelligenza artificiale ha sostenuto Wall Street negli ultimi anni, spingendo le quotazioni dei colossi tecnologici e contribuendo alla capacità delle Borse americane di resistere agli shock economici e geopolitici. Ma la crescente dipendenza dei listini da poche grandi società potrebbe trasformarsi nel principale elemento di vulnerabilità del mercato. È quanto emerge da un’analisi della Banca centrale europea dedicata alla sostenibilità e alla resilienza delle Borse statunitensi di fronte al boom dell’Ia.
Lo studio, pubblicato nel Bollettino economico della Bce e curato dagli economisti Magdalena Grothe, Bruno Lopes Mendes, Ana-Simona Manu e Luca Tondo, esamina l’espansione dei mercati azionari americani dall’autunno del 2022, periodo coincidente con il lancio pubblico di ChatGpt. Secondo l’analisi, Wall Street potrebbe essere esposta a forti ribassi qualora le aspettative sui titoli maggiormente legati all’intelligenza artificiale dovessero deteriorarsi.
Uno dei principali fattori di rischio è l’elevata concentrazione del mercato. Le cosiddette “Magnifiche 7” – Nvidia, Microsoft, Apple, Alphabet, Amazon, Meta e Tesla – valgono complessivamente circa 22.800-23.800 miliardi di dollari e rappresentano intorno al 34% della capitalizzazione dell’S&P 500, con un peso ancora maggiore sui principali indici tecnologici. Di conseguenza, l’andamento dell’intero mercato dipende sempre più dalle performance economiche e finanziarie di un numero ristretto di società.
Alla base del rialzo restano comunque solidi risultati aziendali e aspettative di crescita degli utili. Le società dell’S&P 500 hanno più volte superato le stime iniziali, mentre gli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche e le attese di aumenti della produttività grazie all’Ia hanno alimentato l’ottimismo degli investitori. Parallelamente, però, il premio per il rischio azionario è sceso su livelli storicamente molto bassi e, per circa un quarto delle società dell’S&P 500, si è avvicinato allo zero. Un segnale di una percezione del rischio particolarmente contenuta.
Finora Wall Street ha mostrato una notevole resilienza. Inflazione, aumento dei tassi d’interesse e tensioni geopolitiche hanno avuto effetti relativamente limitati sui principali titoli tecnologici. In particolare, le “Magnifiche 7” e il comparto dell’Information Technology hanno contribuito a sostenere il mercato anche nelle fasi di maggiore incertezza.
Proprio questa concentrazione, tuttavia, potrebbe amplificare eventuali shock. Una delusione sui profitti delle grandi società tecnologiche o un calo della propensione al rischio potrebbe provocare vendite diffuse sull’intero mercato. La Bce richiama inoltre l’attenzione sull’incertezza relativa ai ritorni effettivi dei giganteschi investimenti nell’intelligenza artificiale e sulla loro sostenibilità finanziaria nel lungo periodo.
Il boom dell’Ia ha dunque rappresentato un potente sostegno per Wall Street, ma premi per il rischio molto bassi, concentrazione delle capitalizzazioni e aspettative elevate sui profitti costituiscono anche importanti elementi di fragilità. Se l’ottimismo sull’intelligenza artificiale dovesse ridimensionarsi, il mercato azionario americano potrebbe essere esposto a correzioni ampie e rapide.





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