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Autotrasporto siciliano, fermo di cinque giorni annunciato dal 16 ottobre

9 ore fa
Tempo di lettura: 2 min
Traghetto impiegato nei collegamenti marittimi per merci e mezzi

Il comitato protesta per caro carburante e ritardi del Sea Modal Shift: semirimorchi fermi nei porti dell’isola.

Il Comitato autotrasportatori siciliani ha proclamato cinque giorni di fermo dal 16 al 20 ottobre. Dalle 00.01 del primo giorno alla mezzanotte dell’ultimo, gli aderenti annunciano che non movimenteranno i propri semirimorchi nei porti dell’isola e terranno i camion nei piazzali. La protesta è motivata dall’assenza di risposte del Governo sul caro carburante e dai pagamenti del programma Sea Modal Shift.

L’iniziativa riguarda un passaggio sensibile della logistica siciliana. Una quota rilevante delle merci viaggia su collegamenti marittimi Ro-Ro e Ro-Pax, nei quali il mezzo o il semirimorchio viene imbarcato per ridurre la percorrenza stradale. Bloccare la movimentazione portuale può interrompere la catena prima ancora della traversata, con effetti su consegne, scorte e programmazione dei magazzini.

Il Sea Modal Shift è il programma pubblico che incentiva le imprese di autotrasporto a utilizzare la modalità combinata strada-mare. Il contributo è parametrato alla strada evitata e mira a decongestionare la rete viaria, ridurre l’impatto ambientale e sostenere i servizi marittimi a corto e medio raggio. I pagamenti contestati dagli operatori incidono quindi sulla convenienza economica di una scelta logistica già esposta a pedaggi, noli e carburante.

Per le imprese committenti, l’annuncio apre una finestra di preparazione. Ordini urgenti, merci deperibili e produzioni a scorta ridotta richiedono una verifica anticipata con vettori e terminal. Spostare le spedizioni non è sempre possibile: concentrare i volumi nei giorni precedenti può creare congestione, mentre il recupero successivo dipende dalla capacità disponibile sulle navi e nei piazzali.

Anche la gestione contrattuale merita attenzione. Termini di consegna, forza maggiore e ripartizione dei costi non producono lo stesso effetto in ogni rapporto. L’annuncio del fermo non libera automaticamente vettore o committente dalle obbligazioni: servono comunicazioni tracciabili e verifica concreta delle alternative disponibili.

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