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Wall Street guarda a Fed e dati economici, mentre Tesla scivola dopo il taglio di JPMorgan

57 minuti fa
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I principali indici di Wall Street hanno chiuso in calo lunedì, dopo che il presidente Donald Trump ha respinto una proposta iraniana per porre fine al conflitto. La notizia ha fatto schizzare i prezzi del petrolio, alimentando nuovamente i timori sull'inflazione e spingendo al rialzo i rendimenti dei titoli del Tesoro statunitensi.


A contenere le perdite è stato il rialzo del 2,1% di Nvidia, dopo che il colosso dei semiconduttori ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 150 miliardi di dollari, il più grande nella storia dell'azienda.


L'Iran aveva presentato la proposta di pace durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite della scorsa settimana a New York, dichiarando di averla trasmessa agli Stati Uniti attraverso mediatori qatarioti. Dopo aver affermato sabato di aver respinto l'offerta, Trump ha dichiarato domenica ad Axios di aspettarsi che i negoziatori statunitensi proseguano i colloqui nel corso della settimana.


Sul fronte delle materie prime, il petrolio è salito del 3%, raggiungendo circa 107 dollari al barile. Il rialzo ha pesato sui Treasury, spingendo i rendimenti dei titoli a lunga scadenza ai massimi degli ultimi decenni.


Alle 11:50 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 384,11 punti, pari allo 0,74%, attestandosi a 51.446,37, l' S&P 500 ha perso 64,36 punti, pari allo 0,83%, chiudendo a 7.679,05 e il Nasdaq Composite ha perso 268,66 punti, pari allo 0,99%, chiudendo a 26.800,06.


Tra i settori dell'S&P 500, quello dei servizi di comunicazione ha registrato la performance peggiore, perdendo l'1,9%. A pesare è stata soprattutto Meta, in calo del 4,3% dopo il balzo del 13% messo a segno nella settimana precedente.


Gli investitori hanno accolto con sollievo gli sviluppi sul fronte commerciale dopo la conclusione del vertice sino-americano della scorsa settimana. In quell'occasione, i due Paesi hanno concordato una riduzione dei dazi sulle importazioni reciproche, per un valore complessivo di 60 miliardi di dollari. Washington e Pechino hanno inoltre deciso di prorogare di altri due mesi la tregua commerciale, fino al 10 gennaio.


Con il proseguire della settimana, l'attenzione degli operatori si sposterà su una serie di importanti indicatori economici. Secondo il FedWatch Tool del CME Group, i mercati stanno attualmente scontando una probabilità del 70% che la Federal Reserve aumenti i tassi di interesse di almeno 25 punti base per due riunioni consecutive a ottobre.


Gli investitori attendono in particolare, mercoledì, la pubblicazione dei dati di agosto sulla spesa per consumi personali e, venerdì, il rapporto sui salari non agricoli di settembre. I dati potrebbero fornire nuove indicazioni sulle prossime mosse di politica monetaria della Fed.


Nella giornata di lunedì sono inoltre attesi gli interventi dei membri del comitato di politica monetaria Michelle Bowman, Lisa Cook e Thomas Barkin, che potrebbero confermare l'orientamento più restrittivo assunto dalla banca centrale rispetto alla precedente riunione.


Tra i singoli titoli, Tesla ha perso il 3,2% dopo che JPMorgan ha rivisto al ribasso il prezzo obiettivo della società, citando le deludenti consegne registrate nel terzo trimestre.


Sul NYSE, i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 4,23 a 1. Sul Nasdaq, invece, il rapporto è stato di 3,15 a 1.


L'S&P 500 ha registrato tre nuovi massimi a 52 settimane e 26 nuovi minimi, mentre il Nasdaq Composite ha segnato 26 nuovi massimi contro 197 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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