Telemarketing aggressivo, scatta il blocco delle chiamate con numeri falsi: parte la stretta di Agcom contro lo spoofing internazionale
- piscitellidaniel
- 25 lug
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Dal 19 agosto 2025 entrerà in vigore un nuovo e decisivo provvedimento dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni che obbliga tutti gli operatori telefonici attivi in Italia a bloccare le chiamate in arrivo dall’estero che simulano numeri italiani. Il provvedimento è contenuto nella delibera 106/24/CONS approvata il 19 maggio 2025, e si configura come una delle misure più rilevanti messe in campo contro il fenomeno dello spoofing telefonico, una tecnica fraudolenta ormai ampiamente diffusa nel telemarketing molesto e nelle truffe telefoniche.
Il meccanismo dello spoofing prevede che il chiamante, attraverso software sofisticati e centralini VoIP, simuli un numero di telefono italiano — tipicamente con prefissi come 02 o 06 — pur chiamando dall’estero. L’effetto è quello di indurre il destinatario a rispondere, ritenendo si tratti di una chiamata legittima o di un numero locale conosciuto. In molti casi, si tratta di call center stranieri che operano senza alcun controllo o di operatori che mascherano la loro identità per effettuare pratiche commerciali scorrette o vere e proprie frodi.
Il nuovo sistema introdotto da Agcom obbliga gli operatori a verificare la coerenza tra il numero chiamante e la rete da cui la telefonata origina. Se, ad esempio, un numero italiano risulta generato da un IP o da una rete estera, il sistema bloccherà automaticamente la chiamata prima che questa arrivi all’utente finale. La misura sarà valida per i numeri fissi a partire da agosto, mentre per i numeri mobili sarà attivata a partire dal 19 novembre 2025, data entro la quale le compagnie dovranno adeguare i propri sistemi tecnici.
Per i numeri mobili la verifica sarà più complessa e richiederà un doppio passaggio: innanzitutto l’accertamento che il numero chiamante sia effettivamente assegnato a un operatore italiano, e in secondo luogo che quel numero si trovi effettivamente in roaming, come avverrebbe per un cittadino italiano in viaggio all’estero. Solo nel caso in cui entrambe le condizioni non risultassero soddisfatte, la chiamata verrà bloccata. La misura non comporterà alcun intervento da parte dell’utente, che non dovrà installare app, attivare servizi o modificare impostazioni del proprio telefono.
L’intervento dell’Agcom si colloca in un contesto di crescente allarme sociale per l’abuso del canale telefonico da parte di soggetti che eludono le norme italiane ed europee sulla trasparenza e sulla privacy. Le statistiche indicano che ogni cittadino italiano riceve in media tra le 10 e le 20 chiamate indesiderate al mese, con picchi che arrivano anche a 50 in particolari periodi dell’anno o in determinati territori. Una parte consistente di queste chiamate proviene da centrali estere che sfruttano lo spoofing per bypassare i filtri e aggirare i divieti imposti dalle normative italiane.
Già nel 2022 e 2023 erano stati avviati tentativi di contrasto attraverso il rafforzamento del Registro delle Opposizioni, che consente ai cittadini di escludere il proprio numero dagli elenchi utilizzabili a fini pubblicitari. Tuttavia, questi strumenti si sono rivelati poco efficaci contro operatori situati fuori dall’Unione Europea o privi di autorizzazione all’uso di reti italiane. Da qui la necessità di un intervento diretto sugli apparati di rete e sui protocolli di comunicazione, in modo da impedire alla fonte le chiamate ingannevoli.
La nuova delibera prevede inoltre che gli operatori conservino per almeno due anni i dati sulle chiamate bloccate, al fine di consentire eventuali controlli da parte dell’Agcom o dell’Autorità Garante della Privacy. Sono anche previste sanzioni pecuniarie fino a un milione di euro per gli operatori che non si adegueranno ai nuovi obblighi, o che saranno trovati inadempienti nei controlli a campione. L’Agcom potrà inoltre disporre l’inibizione di interi blocchi di numeri provenienti da specifiche aree geografiche estere, in caso di rilevamento di attività fraudolente sistematiche.
L’impatto della misura potrebbe essere significativo anche dal punto di vista industriale. Diverse associazioni di categoria del settore contact center e teleselling hanno espresso preoccupazione per le ricadute economiche della norma, ritenendo che possa penalizzare anche operatori onesti che lavorano con subappalti o outsourcing da Paesi esteri. Tuttavia, Agcom ha chiarito che i call center esteri autorizzati potranno comunque continuare a operare, a condizione che utilizzino numerazioni trasparenti e non camuffate, come previsto dalla legge.
Le associazioni dei consumatori hanno invece accolto favorevolmente il provvedimento, considerandolo un importante passo avanti verso la tutela della tranquillità degli utenti e la riduzione del disturbo sistematico. L’Unione Nazionale Consumatori e il Codacons hanno più volte sollecitato un intervento radicale sul fenomeno dello spoofing, denunciando migliaia di casi di truffe legate a finti operatori bancari, assicurativi o di servizi pubblici che hanno utilizzato numeri falsificati per carpire dati personali e credenziali finanziarie.
Il provvedimento dell’Agcom si inserisce infine in una più ampia strategia europea per contrastare il telemarketing fraudolento. In Germania e in Francia sono già attivi sistemi di blocco automatico simili, mentre la Commissione europea ha in corso un confronto con i principali operatori del continente per definire uno standard condiviso. L’obiettivo è garantire un quadro armonizzato che renda più difficile per i soggetti malintenzionati sfruttare differenze normative tra Stati membri.
Il blocco delle chiamate con identificativo falsificato rappresenta, dunque, un cambio di paradigma nel contrasto al telemarketing aggressivo. Dopo anni di tentativi basati sulla regolamentazione della raccolta dati e dei consensi, si passa a un modello basato sull’infrastruttura di rete e sul controllo tecnico delle comunicazioni, riducendo alla radice le possibilità di elusione delle norme. Gli operatori avranno ora la responsabilità di implementare sistemi in grado di verificare in tempo reale la coerenza tra il numero chiamante e la reale origine della chiamata, offrendo così ai cittadini un livello di tutela superiore contro una delle forme più invasive di aggressione telefonica.
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