21 agosto 2025
- Luca Baj

- 21 ago
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Autorità giudiziaria: Tribunale di Asti, Sezione Civile del Lavoro
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 235 dell'11 aprile 2025
Sintesi commentata: La sentenza stabilisce che il "bonus docenti" previsto dalla Legge 107/2015 spetta anche agli insegnanti con contratto a tempo determinato di durata annuale, ritenendo ingiustificata la disparità di trattamento rispetto ai colleghi di ruolo. La decisione si basa sul fatto che una supplenza annuale crea una prospettiva di insegnamento duratura, al pari di un contratto a tempo indeterminato, giustificando il beneficio economico finalizzato alla formazione. L'analisi del tribunale riprende l'orientamento della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto il diritto al bonus ai docenti non di ruolo con incarichi annuali e ha confermato il principio di non discriminazione tra lavoratori a tempo determinato e indeterminato, sancito dalla normativa europea. La pronuncia, accogliendo il ricorso di un docente, ha condannato il Ministero dell'Istruzione a versare gli importi dovuti e a sostenere le spese legali.
Autorità giudiziaria: Corte di Cassazione
Numero e data del provvedimento: Pronuncia del marzo 2024
Sintesi commentata: Questa decisione della Corte di Cassazione, richiamata dal Tribunale di Asti, ha avuto un ruolo determinante nell'interpretazione della disciplina sul bonus docenti. La pronuncia ha escluso che l'assegnazione del beneficio possa essere legata a un semplice cumulo di giornate lavorative, ribadendo che la finalità del bonus è legata a un supporto formativo di natura continuativa, ovvero di almeno un'annualità didattica. Confermando questo principio, la Corte ha rafforzato l'idea che la Carta Docente non debba essere vista come uno strumento risarcitorio, ma come un supporto concreto alla continuità dell'insegnamento.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Monza, Giudice per le Indagini Preliminari
Numero e data del provvedimento: Ordinanza del 18 febbraio 2025
Sintesi commentata: L'ordinanza affronta un'importante questione di diritto processuale penale, concedendo la sospensione condizionale della pena in fase esecutiva, un beneficio tradizionalmente concesso solo nella fase di cognizione. La decisione si basa sulla recente giurisprudenza di legittimità e sulla Sentenza della Corte Costituzionale n. 208 del 2024, che ha aperto a questa possibilità quando, per effetto della riduzione di pena dovuta alla mancata impugnazione, la sanzione rientra nei limiti legali per la concessione del beneficio. L'ordinanza del GIP di Monza ha esteso questo principio anche alle pene sostitutive, rimuovendo un ostacolo che avrebbe altrimenti frustrato l'aspettativa del condannato. Questo provvedimento è significativo per aver applicato un'interpretazione costituzionalmente orientata che permette al giudice dell'esecuzione di intervenire per sanare un assetto normativo ritenuto pregiudizievole.
Autorità giudiziaria: Corte Costituzionale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 208 del 2024
Sintesi commentata: Questa sentenza, richiamata nell'ordinanza del Tribunale di Monza, ha stabilito che il giudice dell'esecuzione ha il potere di concedere la sospensione condizionale della pena. Tale possibilità si configura nel momento in cui, a seguito di un'ulteriore riduzione di pena per la mancata impugnazione della sentenza, la sanzione irrogata rientra nei limiti previsti dalla legge per la concessione del beneficio. La pronuncia è fondamentale per aver superato il tradizionale divieto di concedere il beneficio in fase esecutiva, giustificando la sua decisione con la necessità di adeguare il sistema a evidenti ragioni di ordine logico, coerenti con i principi di razionalità del sistema penale.
Autorità giudiziaria: Tribunale Amministrativo Regionale del Friuli Venezia Giulia, Sezione Prima
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 4 dell'23 gennaio 2025
Sintesi commentata: La sentenza si è pronunciata sul "Daspo urbano" e, in particolare, sull'annullabilità dei provvedimenti amministrativi per omessa comunicazione di avvio del procedimento. Il TAR ha respinto il ricorso di una donna colpita da un Daspo "esteso/aggravato", ribadendo che in casi di urgenza e di pericolo per la sicurezza pubblica, l'omessa comunicazione è giustificata. La decisione si è soffermata sull'interpretazione dell'articolo 21-octies, comma 2, della legge 241/1990, affermando che spetta al ricorrente dimostrare quale influenza la sua partecipazione avrebbe avuto sul contenuto finale del provvedimento. Il rilievo giuridico è nella riaffermazione del principio che l'onere probatorio, pur non venendo invertito, si "alleggerisce" a carico della pubblica amministrazione, qualora il contenuto del provvedimento non avrebbe potuto essere diverso, come nel caso di un soggetto con numerosi precedenti e una recente aggressione.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Milano, Sezione Quarta Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 4178 del 22 maggio 2025
Sintesi commentata: La pronuncia riguarda una controversia in materia di divisione ereditaria che includeva beni culturali. Il tribunale ha stabilito che la nullità di un atto di trasferimento di un bene culturale in violazione del Codice dei Beni Culturali non può essere fatta valere da un privato, ma è una nullità "relativa" che può essere eccepita esclusivamente dal Ministero competente. La sentenza si allinea all'orientamento consolidato della Corte di Cassazione, ribadendo che la norma che sanziona con la nullità tali atti è posta a tutela di un interesse pubblico e statuale, non dei singoli contraenti. Il provvedimento ha pertanto rigettato la domanda dell'attore che chiedeva l'annullamento della divisione per la presunta nullità del trasferimento, confermando la piena validità dell'atto tra le parti private fino a un eventuale intervento dello Stato.
Autorità giudiziaria: Corte di Cassazione, Sezioni Unite Civili
Numero e data del provvedimento: Ordinanza n. 2934 del 5 febbraio 2025
Sintesi commentata: La Corte ha stabilito che le controversie relative alla compensazione per l'aumento eccezionale e imprevedibile dei costi delle materie prime negli appalti pubblici rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo. Il rilievo giuridico della pronuncia è significativo perché non si limita a tutelare l'interesse economico dell'appaltatore, ma considera anche l'interesse pubblico della stazione appaltante a non subire una diminuzione qualitativa nell'esecuzione dei lavori a causa dell'eccessiva onerosità, nonché l'interesse generale al contenimento della spesa pubblica.
Autorità giudiziaria: Consiglio di Stato, Sezione Terza
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 5691 del 2024
Sintesi commentata: Questa sentenza, citata in un provvedimento del TAR Sicilia, ha chiarito la distinzione tra requisiti di partecipazione e requisiti di esecuzione nelle procedure di affidamento degli appalti pubblici. I primi sono necessari per accedere alla gara, mentre i secondi sono condizioni per la stipulazione del contratto, pur potendo essere previsti nel bando come elementi dell'offerta. La decisione ribadisce il principio di netta separazione tra la fase di gara e quella di esecuzione, evitando che i requisiti di una possano interferire con l'altra e garantendo la correttezza della procedura.
Autorità giudiziaria: Consiglio di Stato, Sezione Terza
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 6479 del 19 luglio 2024
Sintesi commentata: La pronuncia, richiamata in un provvedimento del Consiglio di Stato del 2025, ha affermato che il diniego o la revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo non possono essere adottati basandosi unicamente sul fatto che lo straniero abbia riportato sentenze penali di condanna. Questo principio sottolinea che la pubblica amministrazione deve effettuare una valutazione più approfondita della situazione personale e del contesto, anziché applicare un automatismo.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Sicilia - Catania, Sezione Seconda
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1519 del 12 maggio 2025
Sintesi commentata: La sentenza riguarda i provvedimenti in materia di inquinamento acustico. Il TAR ha affermato che i poteri repressivi in questo ambito spettano al Sindaco, in virtù delle normative vigenti, a meno che non sia espressamente prevista la competenza di altre amministrazioni. La decisione sottolinea l'importanza di un'attribuzione chiara delle competenze per garantire l'efficacia dell'azione amministrativa a tutela dell'ambiente e della salute pubblica.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Basilicata - Potenza, Sezione Prima
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 310 del 20 maggio 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha interpretato una norma regionale (art. 34 L.R. Basilicata n. 35/2018) in materia di inquinamento del suolo, confermando che il potere di diffidare il responsabile della contaminazione spetta in prima istanza al Comune. Le attribuzioni della Regione emergono solo in un secondo momento, con un potere sostitutivo, qualora sia accertata l'inerzia del Comune.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Campania - Napoli, Sezione Seconda
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 3888 del 20 maggio 2025
Sintesi commentata: Il TAR si è espresso sul giudizio di affidabilità degli operatori economici negli appalti. La sentenza ha stabilito che è la stazione appaltante a definire il momento in cui viene meno l'affidamento in un contraente, poiché a essa è rimessa la valutazione discrezionale delle condotte che possono configurare un illecito professionale grave.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Abruzzo - L'Aquila, Sezione Prima
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 241 del 15 maggio 2025
Sintesi commentata: La pronuncia ha ribadito la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo sulle controversie relative alle compensazioni per l'aumento dei costi delle materie prime negli appalti. L'oggetto di tali controversie non è solo l'interesse economico dell'appaltatore, ma anche l'interesse pubblico della stazione appaltante a preservare la qualità dell'opera e quello generale al contenimento della spesa.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Veneto - Venezia, Sezione Prima
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 733 del 14 maggio 2025
Sintesi commentata: Il TAR ha stabilito che i limiti dimensionali, come il numero massimo di pagine per una relazione tecnica allegata a un'offerta in un appalto, devono essere considerati come un'indicazione orientativa. Non possono in nessun caso assurgere a causa di esclusione dalla gara, poiché ciò violerebbe il principio di tassatività delle clausole di esclusione.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Sicilia - Catania, Sezione Quinta
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1558 del 13 maggio 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha ribadito la distinzione tra requisiti di partecipazione e requisiti di esecuzione nel contesto degli appalti pubblici, sottolineando che i primi sono necessari per accedere alla gara, mentre i secondi sono condizioni per la stipula del contratto. La distinzione è fondamentale per garantire che le due fasi del rapporto contrattuale siano nettamente separate, come previsto dai principi del Codice Appalti.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Toscana - Firenze, Sezione Terza
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 981 del 4 giugno 2025
Sintesi commentata: Il provvedimento ha confermato il potere del giudice amministrativo di riqualificare un atto amministrativo, a prescindere dal nome formale che gli è stato dato. Il giudice deve basare la sua valutazione sul contenuto effettivo e sulla causa reale dell'atto, non vincolato dalla sua intitolazione o dalle deduzioni delle parti.
Autorità giudiziaria: Consiglio di Stato, Sezione Seconda
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 4480 del 22 maggio 2025
Sintesi commentata: Il Consiglio di Stato ha chiarito che l'azione contro il silenzio-inadempimento può essere esperita solo per tutelare interessi legittimi a fronte di obblighi che implicano l'esercizio di un potere autoritativo della pubblica amministrazione. Non è invece applicabile per la tutela di diritti di credito o pretese meramente patrimoniali, che devono essere fatte valere in altre sedi.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Sicilia - Catania, Sezione Quinta
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1752 del 4 giugno 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha stabilito che l'indennità per il danno al paesaggio, prevista dal Codice dei beni culturali, non ha una natura sanzionatoria ma riparatoria. Di conseguenza, l'obbligazione di pagamento si trasmette agli eredi o agli aventi causa del bene, in quanto l'obbligazione è legata alla proprietà e non ha carattere personale e afflittivo.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Sicilia - Palermo, Sezione Prima
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1168 del 28 maggio 2025
Sintesi commentata: Il TAR ha ribadito il concetto di "diritto affievolito" dello ius sepulchri (diritto di sepolcro) nei confronti della pubblica amministrazione. Essendo un diritto derivante da una concessione amministrativa su un bene demaniale, esso è intrinsecamente cedevole e soggetto ai poteri regolatori e di revoca della P.A., lasciando al privato solo un interesse legittimo.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Sicilia - Catania, Sezione Quinta
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1852 del 9 giugno 2025
Sintesi commentata: La pronuncia riguarda il calcolo dell'altezza massima degli edifici. Il TAR ha confermato che i volumi tecnici, ovvero quelle parti dell'edificio che non generano carico urbanistico, non devono essere considerati nel calcolo dell'altezza massima. Di conseguenza, il loro superamento non configura un abuso edilizio.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Umbria - Perugia, Sezione Prima
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 519 del 26 maggio 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha precisato che la giurisdizione del giudice amministrativo sussiste solo se la controversia riguarda una fase procedimentale precedente all'attribuzione di un beneficio discrezionale. Nel caso di inadempienze del beneficiario, invece, la giurisdizione ricade su altri fori, non essendo in discussione il potere autoritativo della pubblica amministrazione.
Autorità giudiziaria: Consiglio di Stato, Sezione Terza
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 4912 del 6 giugno 2025
Sintesi commentata: Il Consiglio di Stato ha chiarito che la sola pendenza di un processo penale, o anche la presenza di sentenze di condanna, non può essere l'unico motivo per negare o revocare il permesso di soggiorno di lungo periodo. La decisione sottolinea che l'Amministrazione deve prendere in considerazione anche altri elementi e che il reato di maltrattamenti, a differenza di altri, ha un'influenza più diretta sulla valutazione per la concessione.
Autorità giudiziaria: T.A.R. Sicilia - Palermo, Sezione Prima
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1338 del 19 giugno 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha confermato i presupposti per l'adozione dell'interdittiva antimafia nei confronti delle imprese agricole. La misura non richiede la prova di una già avvenuta infiltrazione mafiosa, ma è sufficiente la presenza di elementi sintomatici e presuntivi che, valutati in modo unitario e non isolato, facciano emergere il pericolo di un'ingerenza da parte della criminalità organizzata.
Autorità giudiziaria: Consiglio di Stato, Sezione Terza
Numero e data del provvedimento: Decreto n. 365 del 6 giugno 2025
Sintesi commentata: Il Consiglio di Stato ha stabilito che la dichiarazione con firma digitale resa da un Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) è equipollente al giuramento in presenza davanti al magistrato, e tale principio trova piena applicazione anche nel processo amministrativo, in coerenza con la normativa e l'orientamento del codice di procedura civile.
Autorità giudiziaria: Consiglio di Stato, Sezione Terza
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 4911 del 6 giugno 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha risolto una questione di giurisdizione, stabilendo che le controversie relative ai controlli di appropriatezza eseguiti dalle ASL sulle strutture sanitarie private appartengono al giudice ordinario se l'oggetto è l'esito del controllo o le richieste pecuniarie. Rientrano invece nella giurisdizione del giudice amministrativo se la contestazione riguarda le modalità di esecuzione del controllo o il potere stesso dell'Amministrazione di esercitarlo.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Bolzano, Sezione Prima Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 235 del 3 aprile 2025
Sintesi commentata: La sentenza si è pronunciata sulla validità delle delibere di approvazione del rendiconto condominiale. Il Tribunale ha stabilito che non è necessaria una contabilità rigorosa, ma è sufficiente che il rendiconto sia intelligibile per i condomini e che la documentazione allegata provi le entrate e le spese. Le voci non devono essere trascritte analiticamente nel verbale, purché siano supportate da documentazione.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Bari, Sezione Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1420 del 14 aprile 2025
Sintesi commentata: La sentenza, in materia di risoluzione contrattuale per inadempimento, ha ribadito il principio di non scarsa importanza dell'inadempimento, il cui onere della prova spetta alla parte che lo lamenta. La gravità va valutata in base a tutte le circostanze, oggettive e soggettive, e il giudice deve indicare i motivi specifici che lo hanno portato a ritenere rilevante l'inadempimento.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Venezia, Sezione Quarta Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 814 del 4 aprile 2025
Sintesi commentata: La Corte d'Appello ha confermato che il canone per l'utilizzo di aree comunali da parte degli operatori di telecomunicazioni ricade nel regime privatistico se l'area è parte del patrimonio disponibile del Comune. In questo caso, l'ente locale agisce in qualità di privato e ha il diritto di riscuotere i canoni liberamente concordati, senza applicare la disciplina del Canone Unico Patrimoniale.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Catanzaro, Sezione Prima Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 402 del 14 aprile 2025
Sintesi commentata: La pronuncia si è concentrata sulle azioni di responsabilità esperibili dal curatore fallimentare contro gli amministratori di una società. La Corte ha chiarito che, pur avendo un'origine e uno scopo diversi, l'azione sociale e l'azione dei creditori si fondono in caso di fallimento per recuperare quanto sottratto al patrimonio sociale. Nonostante ciò, le due azioni mantengono una loro autonomia sostanziale e processuale, con differenze per quanto riguarda l'onere della prova e i termini di prescrizione.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Asti, Sezione Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 205 dell'8 aprile 2025
Sintesi commentata: La sentenza, in materia di fideiussione omnibus, ha affrontato la nullità delle clausole che riproducono lo schema ABI ritenuto anticoncorrenziale dalla Banca d'Italia. Il Tribunale ha stabilito che la nullità si limita alle sole clausole in contrasto, senza invalidare l'intero contratto, a meno che non sia provato che la banca non l'avrebbe concluso in assenza di tali clausole. La decisione ha anche chiarito che il termine di decadenza per agire contro il fideiussore decorre dalla scadenza del debito principale, che può coincidere con l'ultima rata del mutuo o con il momento del recesso del creditore.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Catanzaro, Sezione Civile del Lavoro
Numero e data del provvedimento: Sentenza del 29 aprile 2025
Sintesi commentata: La Corte ha stabilito che la ripetizione di somme erogate in eccesso al lavoratore è possibile solo se il datore di lavoro dimostra un errore non imputabile a sé stesso e che fosse riconoscibile anche dal lavoratore. In assenza di tale prova, la domanda di restituzione viene respinta.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Napoli, Sezione Civile del Lavoro
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1615 del 23 aprile 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha affrontato il tema del licenziamento ritorsivo. La Corte ha ribadito che un licenziamento per ritorsione è nullo solo se il motivo ritorsivo è l'unico fattore determinante della decisione, a prescindere da altre possibili ragioni (come una giusta causa o un giustificato motivo). L'onere della prova di tale motivazione illecita spetta interamente al lavoratore.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Perugia, Sezione Civile del Lavoro
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 7 del 16 aprile 2025
Sintesi commentata: La Corte ha applicato analogicamente la disciplina del recesso per giusta causa del contratto di lavoro subordinato (art. 2119 c.c.) al contratto di agenzia. La decisione ha chiarito che il recesso è legittimo solo in presenza di un inadempimento di tale gravità da impedire la prosecuzione, anche provvisoria, del rapporto.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Bergamo, Sezione Civile del Lavoro
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 303 del 4 aprile 2025
Sintesi commentata: Il Tribunale ha stabilito che una modifica unilaterale dell'orario da full-time a part-time può essere una valida alternativa al licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La pronuncia ha chiarito che l'obbligo di repêchage del datore di lavoro deve essere valutato in termini di ragionevolezza, senza imporre oneri eccessivi o modifiche organizzative non volute.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Milano, Sezione Civile del Lavoro
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 302 del 2 aprile 2025
Sintesi commentata: La Corte ha affrontato il giudizio sulla giusta causa di licenziamento. La pronuncia ha confermato che la valutazione sulla lesione del vincolo fiduciario, che giustifica la sanzione espulsiva, spetta al giudice. Questi deve considerare gli elementi oggettivi e soggettivi del caso, in coerenza con i valori espressi dal contratto collettivo e dalla coscienza sociale. In presenza di violazioni multiple e gravi, la giusta causa si ritiene integrata.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di L'Aquila, Sezione Civile del Lavoro
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 123 del 1 aprile 2025
Sintesi commentata: La Corte ha stabilito che l'assegno sociale ha una natura non sussidiaria e non è subordinato alla mancanza di soggetti obbligati al mantenimento. Il diritto alla prestazione si basa esclusivamente sullo stato di bisogno del richiedente, valutato oggettivamente, senza che sia richiesta la prova dell'incolpevolezza di tale stato o della mancata proposizione di richieste di mantenimento in sede di separazione.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Palermo, Sezione Civile del Lavoro
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 192 del 1 aprile 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha analizzato il regime giuridico dell'assegno unico e universale per i figli a carico. La Corte ha specificato che il beneficio viene erogato d'ufficio ai titolari del reddito di cittadinanza, ma richiede una domanda autonoma in caso di revoca o decadenza del reddito stesso. Ha anche confermato la previsione di un conguaglio a consuntivo, al termine di ogni anno, per allineare gli importi effettivamente erogati con quelli spettanti.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di L'Aquila, Sezione Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 513 del 23 aprile 2025
Sintesi commentata: La Corte ha statuito che nelle controversie agrarie, l'esperimento del tentativo di conciliazione è una condizione di proponibilità della domanda. La sua mancanza, che può essere rilevata d'ufficio, comporta la dichiarazione di improponibilità della domanda stessa. La pronuncia ha chiarito che l'onere di espletare tale tentativo ricade sull'attore (nel caso di specie, colui che ha chiesto l'affrancazione di un'enfiteusi).
Autorità giudiziaria: Tribunale di Asti, Sezione Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 211 del 9 aprile 2025
Sintesi commentata: La sentenza si è pronunciata in materia di usucapione di una servitù per tenere alberi a distanza dal confine inferiore a quella di legge. Il Tribunale ha stabilito che il termine per l'usucapione decorre dal momento della piantumazione o della semina, in quanto da tale data si manifesta la situazione di fatto idonea a produrre l'acquisto del diritto per decorso del tempo.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Milano, Sezione Seconda Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1182 del 26 aprile 2025
Sintesi commentata: La Corte ha affrontato il tema del risarcimento del danno per la concessione in godimento di una parte comune del condominio. La sentenza ha stabilito che la semplice percezione di un canone da parte del condominio non configura un danno risarcibile per i singoli condomini, a meno che questi non dimostrino di aver subito un effettivo depauperamento patrimoniale. La pronuncia ha applicato il principio di indifferenza, secondo il quale il risarcimento ha lo scopo di reintegrare il patrimonio danneggiato senza arricchirlo ingiustificatamente.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Venezia, Sezione Quarta Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1278 del 15 aprile 2025
Sintesi commentata: La pronuncia riguarda la responsabilità medica. La Corte ha chiarito che una semplice missiva con cui un paziente si limita a lamentare un'insoddisfazione, pur rendendosi disponibile a valutare un intervento correttivo, non può essere considerata una formale "richiesta di risarcimento danni" che attivi l'assicurazione professionale. La sentenza ha stabilito che per aprire un sinistro assicurativo è necessaria una chiara manifestazione di volontà di ottenere un risarcimento.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Roma, Sezione Prima Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 2249 del 29 aprile 2025
Sintesi commentata: La Corte ha affrontato il beneficium excussionis dei soci illimitatamente responsabili di una società di persone. Il beneficio, che impone al creditore sociale di escutere prima il patrimonio della società, opera solo in sede esecutiva e non impedisce di agire direttamente contro il socio in sede di cognizione. La sentenza ha ribadito che la responsabilità del socio è personale e diretta, seppur con carattere di sussidiarietà.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di L'Aquila, Sezione Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 426 del 3 aprile 2025
Sintesi commentata: La Corte ha stabilito che un accordo tra coniugi per la vendita della casa coniugale, stipulato in sede di separazione, non ha natura di contratto obbligatorio se non ne specifica il prezzo o i criteri per la sua determinazione. Tali elementi sono considerati essenziali per la validità di un contratto di compravendita immobiliare, che per legge deve avere forma scritta.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Venezia, Sezione Civile
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 1033 dell'8 aprile 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha precisato i poteri del giudice in merito alla cancellazione della trascrizione di una domanda giudiziale. La cancellazione può essere ordinata d'ufficio in caso di rigetto della domanda o estinzione del processo, e non è necessario che la sentenza sia passata in giudicato. La pronuncia ha chiarito che la cancellazione ha una funzione di "pubblicità negativa", eliminando radicalmente gli effetti della trascrizione precedente.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Frosinone, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 192 del 17 febbraio 2025
Sintesi commentata: Il Tribunale ha affrontato il reato di porto d'armi, specificando che il divieto è assoluto per gli storditori elettrici, mentre per altri strumenti come la mazza da baseball, il reato si configura anche in assenza di circostanze di tempo e di luogo che ne indichino la chiara utilizzabilità per l'offesa alla persona.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Cassino, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 198 del 4 febbraio 2025
Sintesi commentata: La sentenza si è pronunciata sul reato di rifiuto di sottoporsi a esami per la guida sotto l'effetto di stupefacenti. Il Tribunale ha stabilito che il reato si configura quando un conducente si rifiuta di sottoporsi agli accertamenti preliminari, non invasivi, che sono finalizzati a legittimare l'accompagnamento presso una struttura sanitaria per il prelievo di campioni biologici.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Frosinone, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 198 del 18 febbraio 2025
Sintesi commentata: Il provvedimento ha esaminato l'applicazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) ai reati urbanistici e paesaggistici. Il Tribunale ha chiarito che la consistenza dell'intervento abusivo è solo uno dei parametri di valutazione, che devono includere anche la destinazione dell'immobile, l'incidenza sul carico urbanistico, l'assenza di titolo abilitativo o il grado di difformità.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Frosinone, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 188 del 17 febbraio 2025
Sintesi commentata: La sentenza riguarda l'istituto della particolare tenuità del fatto. Il Tribunale ha ribadito che l'istituto persegue una finalità di proporzione e di extrema ratio della sanzione penale, espungendo dal circuito giudiziario fatti marginali che non necessitano dell'applicazione di una pena.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Monza, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza del 18 febbraio 2025
Sintesi commentata: Il Tribunale ha confermato che il giudice dell'esecuzione, nel rideterminare una pena divenuta illegale, ha il potere di concedere la sospensione condizionale se viene rimosso l'ostacolo che aveva impedito tale scelta al giudice della cognizione. Questa conclusione è considerata coessenziale alla razionalità del sistema penale.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Siena, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Ordinanza dell'11 febbraio 2025
Sintesi commentata: L'ordinanza ha sollevato una questione di legittimità costituzionale in merito alla disciplina del processo penale. Il Tribunale ha rilevato una lacuna normativa, in quanto al giudice dell'udienza predibattimentale non è prevista la possibilità di disporre nuove assunzioni di prove, un potere invece riconosciuto al giudice dell'udienza preliminare. Tale vulnus normativo, secondo il tribunale, crea un problema di legittimità costituzionale.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Cassino, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 202 del 3 febbraio 2025
Sintesi commentata: La sentenza si è pronunciata sulla natura di "rifiuto" in materia ambientale. Il Tribunale ha stabilito che la natura di rifiuto, acquisita da un bene in base a criteri oggettivi, non viene meno anche in caso di cessione a terzi, a prescindere dal valore economico. L'elemento determinante è la volontà del cedente di disfarsene, non l'utilità che ne può trarre il cessionario.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Bari, Sezione Prima Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 744 del 17 febbraio 2025
Sintesi commentata: La Corte ha chiarito che il reato di riciclaggio si configura nel caso di veicoli quando vengono compiute operazioni che ostacolano l'identificazione della loro provenienza, rendendo impossibile collegare il bene al proprietario che ne è stato spogliato.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Frosinone, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 128 del 10 febbraio 2025
Sintesi commentata: La pronuncia riguarda il reato di truffa. Il Tribunale ha stabilito che, quando il profitto è conseguito mediante accredito su una carta prepagata ricaricabile, il reato si consuma nel luogo e nel momento in cui la vittima effettua il versamento. Tale operazione, essendo irrevocabile, realizza contestualmente il conseguimento del bene da parte dell'agente e la definitiva perdita da parte della vittima.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Frosinone, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 111 del 30 gennaio 2025
Sintesi commentata: In materia di furto, il Tribunale ha chiarito che il momento consumativo del reato coincide con il momento in cui l'autore del reato acquisisce la disponibilità dell'oggetto, anche se solo per un breve periodo. Non rilevano il criterio spaziale (il luogo di dominio della vittima) o temporale (la durata del possesso del ladro). Il possesso della refurtiva, in assenza di giustificazioni, può essere considerato prova della sottrazione.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Frosinone, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 144 del 6 febbraio 2025
Sintesi commentata: La sentenza riguarda la violazione degli obblighi di assistenza familiare. Il Tribunale ha stabilito che il reato è integrato dalla semplice mancata corresponsione dell'assegno di mantenimento come stabilito dal giudice civile. Pur non essendo necessaria la verifica dello stato di indigenza del beneficiario, il giudice penale deve valutare la gravità del ritardo o dell'inadempimento per accertare se la condotta sia effettivamente lesiva del bene giuridico protetto.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Bari, Sezione Prima Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 603 del 7 febbraio 2025
Sintesi commentata: La Corte ha statuito che integra il reato di falso per soppressione di certificati la condotta di chi abbina abusivamente a un animale un marchio identificativo e il relativo passaporto cartaceo che attesta la regolarità dei controlli sanitari, destinando l'animale alla macellazione senza averlo effettivamente sottoposto ai controlli prescritti.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Cassino, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 190 del 4 febbraio 2025
Sintesi commentata: La sentenza si è pronunciata sul reato di possesso di documento falso valido per l'espatrio. Il Tribunale ha chiarito che l'oggetto del reato è esclusivamente il documento che consente al possessore di lasciare lo Stato. La mancanza di questa specifica clausola di validità per l'espatrio comporta la riqualificazione del fatto in un diverso reato di falso.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Torre Annunziata, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 385 del 3 marzo 2025
Sintesi commentata: Il Tribunale ha ritenuto integrato il reato di molestie in un caso in cui una persona aveva inviato un numero elevato di messaggi vocali via WhatsApp in un breve lasso di tempo. L'alto numero di messaggi è stato considerato prova della petulanza della condotta, che aveva una finalità molesta e persecutoria nei confronti della vittima.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Frosinone, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 12 del 17 febbraio 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha specificato che il reato di lesioni personali volontarie si configura in presenza di un dolo generico, ovvero la semplice coscienza e volontà di procurare una malattia o delle sensazioni dolorose al soggetto passivo. Non è necessaria una volontà specifica di causare determinate conseguenze, ma è sufficiente l'intenzione di infliggere una violenza fisica.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Cassino, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 188 del 4 febbraio 2025
Sintesi commentata: Il provvedimento ha affrontato i presupposti per la scriminante dell'esercizio del diritto di critica in materia di diffamazione a mezzo stampa. Il Tribunale ha stabilito che il fatto riportato deve essere conforme al vero, i toni devono essere pertinenti e proporzionati, e deve sussistere un interesse pubblico nella notizia, il quale manca quando la notizia riguarda fatti strettamente privati di un individuo.
Autorità giudiziaria: Corte d'Appello di Bari, Sezione Prima Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 740 del 17 febbraio 2025
Sintesi commentata: La Corte ha stabilito che il reato di occultamento o distruzione di documenti contabili (art. 10 D.Lgs. 74/2000) è integrato anche dall'occultamento di fatture passive. Questi documenti, pur rappresentando costi sostenuti dal destinatario, sono anche la prova di introiti per il soggetto emittente e, come tali, sono essenziali per la corretta ricostruzione dei redditi.
Autorità giudiziaria: Tribunale di Cassino, Sezione Penale
Numero e data del provvedimento: Sentenza n. 95 del 22 gennaio 2025
Sintesi commentata: La sentenza ha individuato il fondamento della responsabilità penale del datore di lavoro in materia di sicurezza. La responsabilità sorge dalla mancata attuazione di misure di prevenzione previste dalla legge o esigibili in base a un criterio di prudenza e diligenza. Tali misure devono essere idonee a prevenire l'evento dannoso o a ridurne le conseguenze.

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