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Setramar investe 20 milioni a Ravenna: più ferrovia e intelligenza artificiale per la logistica portuale

Setramar accelera sul porto di Ravenna con un piano da 20 milioni di euro da realizzare nell'arco dei prossimi due anni, concentrando le risorse su due direttrici considerate strategiche: intermodalità ferroviaria e intelligenza artificiale. Il gruppo, tra i principali operatori italiani nella movimentazione delle merci alla rinfusa, gestisce nello scalo ravennate quattro terminal multipurpose – Lloyd, Soco, Eurodocks e Setramar – e punta ora ad aumentare capacità ed efficienza delle proprie infrastrutture. Il programma si inserisce nel percorso avviato dopo l'ingresso, nel giugno 2024, del fondo angloamericano Davidson Kempner come azionista di maggioranza e accompagna una fase di crescita dei traffici superiore a quella complessiva registrata dal porto.


Tra gennaio e luglio 2026, secondo i dati indicati dall'amministratore delegato Carlo Merli, i volumi movimentati da Setramar a Ravenna sono aumentati del 14% rispetto allo stesso periodo del 2025. Una dinamica particolarmente significativa se confrontata con il +5,5% registrato complessivamente dallo scalo per l'insieme delle diverse categorie merceologiche. Il nuovo piano di investimenti, destinato a concludersi nella prima metà del 2028, nasce proprio dalla necessità di accompagnare l'incremento dell'attività con una maggiore capacità operativa. Setramar movimenta prodotti siderurgici, cereali e farine, fertilizzanti e minerali, ai quali si aggiungono general cargo e project cargo, servendo filiere industriali che utilizzano Ravenna come porta di ingresso e uscita verso i mercati internazionali.


Una parte consistente delle risorse sarà indirizzata al potenziamento dell'intermodalità. È prevista la realizzazione di un nuovo raccordo ferroviario per il terminal Lloyd e il rinnovo dei mezzi di sollevamento utilizzati nei quattro terminal, con l'obiettivo di velocizzare le operazioni di carico e scarico sia sulle banchine sia sui treni. Il gruppo genera già una quota rilevante del traffico ferroviario del porto, con una media compresa tra 25 e 30 treni alla settimana durante l'intero anno. Aumentare ulteriormente questo numero significa rendere più competitivo il collegamento tra lo scalo adriatico e i distretti produttivi dell'entroterra, riducendo contemporaneamente la dipendenza dal trasporto stradale.


Il secondo pilastro riguarda la digitalizzazione dei terminal. Setramar intende sperimentare e successivamente portare a regime strumenti basati sull'intelligenza artificiale, soprattutto nelle attività di pianificazione, ottimizzazione e utilizzo degli spazi di stoccaggio. In un terminal portuale, dove devono essere coordinate contemporaneamente navi, treni, camion, gru, magazzini e differenti categorie di merci, una migliore gestione dei dati può incidere direttamente sui tempi delle operazioni e sulla redditività. L'IA può essere utilizzata per prevedere l'occupazione delle aree, programmare in maniera più efficiente la movimentazione e limitare i tempi improduttivi, trasformando la disponibilità di informazioni operative in uno strumento industriale.


La strategia di Setramar si inserisce in un percorso più ampio che interessa il porto di Ravenna, uno dei principali scali italiani per le merci e un punto di riferimento nazionale per le rinfuse. Nel 2025 il porto ha superato complessivamente i 28 milioni di tonnellate movimentate, raggiungendo un massimo storico. Il potenziamento dei collegamenti ferroviari e delle aree logistiche rappresenta uno degli elementi centrali dei programmi di sviluppo dello scalo, chiamato a rafforzare l'integrazione con gli interporti dell'Emilia-Romagna e con il sistema produttivo del Nord Italia e dell'Europa centrale. Per gli operatori terminalistici, la capacità di offrire servizi nave-ferro-gomma sempre più coordinati diventa quindi un elemento decisivo nella competizione tra i porti dell'Adriatico.


Le ambizioni del gruppo non si fermano però a Ravenna. Setramar sta valutando possibili acquisizioni in altri scali, guardando prioritariamente ai porti dell'alto Adriatico e mantenendo il proprio focus sul settore delle rinfuse. La strategia prevede sia una crescita orizzontale, attraverso la presenza in terminal portuali complementari a quelli ravennati, sia la possibilità di investimenti verticali in attività della supply chain. Il gruppo conta circa 200 addetti diretti e, oltre alla gestione dei terminal, opera nelle spedizioni e nei servizi di trasporto multimodale, offrendo anche soluzioni di consegna intermodale ai clienti.


Il piano da 20 milioni mette così insieme infrastrutture tradizionali e tecnologie digitali. Binari, mezzi di movimentazione, software e intelligenza artificiale diventano parti della stessa strategia, orientata ad aumentare i volumi senza rinunciare all'efficienza operativa. In un settore nel quale tempi, spazi disponibili e affidabilità delle connessioni determinano la competitività di un terminal, Setramar punta a trasformare Ravenna nella base di una piattaforma più ampia, capace di integrare attività portuali, ferrovia e servizi logistici e di estendere progressivamente il proprio raggio d'azione nel sistema adriatico.

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