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Carburanti ancora in rialzo, diesel vicino a 2,20 euro: il Governo prepara una nuova proroga dello sconto

Il caro carburanti continua a pesare su famiglie e imprese italiane, con i prezzi alla pompa che restano su livelli particolarmente elevati e il diesel che in alcune aree del Paese si avvicina ormai alla soglia dei 2,20 euro al litro. Il 3 settembre il prezzo medio nazionale del gasolio self-service si colloca intorno a 2,15 euro, ma le differenze territoriali sono significative: nella provincia di Bolzano si arriva a circa 2,195 euro al litro, mentre la Calabria si attesta intorno a 2,172 euro. Ancora più pesante la situazione sulla rete autostradale, dove il diesel ha già superato quota 2,20 euro. Valori raggiunti nonostante sia ancora operativo il taglio fiscale deciso dal Governo per contenere almeno in parte l'impatto degli aumenti.


L'attuale intervento prevede uno sconto di circa 17 centesimi al litro, considerando anche l'effetto dell'Iva, sulle accise applicate al gasolio. La misura, prorogata nelle scorse settimane per accompagnare il periodo del controesodo estivo, è destinata a scadere il 5 settembre. Senza un nuovo intervento, il prezzo del diesel potrebbe subire un ulteriore aumento immediato. Le associazioni dei consumatori hanno stimato che la cancellazione dello sconto potrebbe comportare fino a 8,50 euro in più per un pieno da 50 litri, con quotazioni potenzialmente superiori a 2,30 euro sulla rete ordinaria e ancora più elevate sulle autostrade. Una prospettiva che sta spingendo l'esecutivo a valutare un'altra proroga temporanea.


L'orientamento che emerge è quello di mantenere ancora per un breve periodo il beneficio generalizzato, evitando uno shock immediato sui prezzi, per poi passare a un sistema di sostegni più selettivi. Il Governo punta infatti a superare progressivamente gli interventi destinati indistintamente a tutti gli automobilisti e a concentrare le risorse sulle famiglie con redditi più bassi e sulle categorie maggiormente esposte all'aumento dei costi energetici. Tra le ipotesi allo studio figurano strumenti collegati alla situazione economica dei nuclei familiari e interventi specifici per settori come l'autotrasporto, nel quale il prezzo del gasolio incide direttamente sui costi operativi.


Il problema riguarda nel frattempo anche la benzina, che continua a muoversi sopra la soglia dei due euro al litro. Sulla rete stradale il prezzo medio self-service si mantiene nell'area dei 2,02 euro, mentre sulle autostrade supera i 2,10 euro. L'aumento dei carburanti è legato alla crescita delle quotazioni internazionali dei prodotti raffinati e a un contesto energetico ancora condizionato dalle tensioni geopolitiche. Il Brent si mantiene su livelli elevati e ogni movimento del petrolio viene rapidamente trasferito lungo la catena di approvvigionamento, aumentando la pressione sui listini praticati agli automobilisti. Accise e Iva al 22% amplificano inoltre l'effetto delle variazioni del prezzo industriale sul costo finale alla pompa.


La questione assume una rilevanza economica che va ben oltre le spese sostenute direttamente dagli automobilisti. In Italia una quota significativa delle merci viene trasportata su strada e un aumento strutturale del diesel può trasferirsi sui costi della logistica, della distribuzione e successivamente sui prezzi dei prodotti acquistati dalle famiglie. Il rischio è quindi quello di alimentare nuove pressioni sull'inflazione, proprio mentre l'aumento dei prezzi energetici torna a rappresentare una delle principali preoccupazioni per l'economia europea. Imprese di trasporto, agricoltura, commercio e attività produttive caratterizzate da un'elevata mobilità sono tra i settori più sensibili alla durata di questa fase.


La scelta di ricorrere ripetutamente alla riduzione delle accise presenta però un problema di sostenibilità per i conti pubblici. L'ultima proroga fino al 5 settembre ha richiesto circa 130 milioni di euro, reperiti attraverso specifiche coperture finanziarie. Prolungare indefinitamente uno sconto generalizzato comporterebbe quindi un costo crescente per lo Stato. Da qui la ricerca di un meccanismo capace di proteggere soprattutto i soggetti maggiormente colpiti senza utilizzare risorse pubbliche anche per chi dispone di redditi elevati. Il passaggio verso misure mirate richiede tuttavia criteri facilmente applicabili e tempi compatibili con l'emergenza dei prezzi.


Con la scadenza del 5 settembre ormai imminente, l'ipotesi più concreta rimane quindi quella di un nuovo intervento ponte, limitato nel tempo, mentre vengono definite le misure successive. Per milioni di automobilisti e per le imprese che utilizzano quotidianamente veicoli commerciali, la differenza è rilevante: anche pochi centesimi al litro, moltiplicati per consumi elevati, possono trasformarsi rapidamente in centinaia o migliaia di euro di maggiori costi. Il livello raggiunto dal diesel, ormai vicino ai massimi anche con lo sconto fiscale ancora operativo, rende il dossier carburanti uno dei fronti economici più delicati dell'inizio di settembre.

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