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Salone del Libro 2026, i ragazzi al centro

La XXXVIII edizione porta al Lingotto il tema di Elsa Morante, la Grecia Paese ospite e una mappa di incontri tra libri, IA, scuola e comunità.

Il Salone Internazionale del Libro di Torino torna con una XXXVIII edizione costruita attorno a un titolo che è già una dichiarazione di intenti: Il mondo salvato dai ragazzini. La citazione da Elsa Morante diventa il filo rosso di un programma che mette al centro le nuove generazioni, non come pubblico da educare dall’alto, ma come sguardo capace di riaprire domande, linguaggi e priorità. Annalena Benini lo presenta come un messaggio di speranza, un invito a ritrovare nella fanciullezza una forza critica.

Il calendario conferma la doppia anima della manifestazione: festa popolare dei libri e laboratorio culturale sulla società che cambia. Al Lingotto si intrecciano narrativa, saggistica, poesia, fumetto, scienza, musica e percorsi professionali per la filiera editoriale. La lezione inaugurale affidata a Zadie Smith sull’adolescenza indica la direzione: parlare ai ragazzi e ascoltare ciò che i ragazzi dicono del presente. Attorno a questo nucleo si muove Bookstock, con laboratori, reading e incontri per scuole e famiglie.

Il programma guarda anche al mercato e ai mestieri del libro. Nel Publishers Centre e nelle sale dedicate ai professionisti entrano temi decisivi: diritto d’autore, intelligenza artificiale, accessibilità digitale, traduzione, metadati, internazionalizzazione e print on demand. Non sono questioni tecniche separate dal pubblico: raccontano come cambiano il modo di produrre, distribuire e leggere i libri. Gli incontri sull’IA nell’editoria, sulle immagini rese accessibili e sulle strategie per ebook mostrano un settore chiamato a innovare senza perdere il valore umano della mediazione.

La dimensione internazionale è rafforzata dalla Grecia Paese ospite, con un palinsesto dedicato alla produzione culturale in lingua greca e un’apertura affidata a Petros Markaris. Accanto alla Grecia, l’Umbria come Regione ospite porta al Salone un racconto di arte, spiritualità, paesaggio e identità. Il risultato è un mosaico in cui la letteratura dialoga con geopolitica, memoria, educazione civica, ambiente e diritti.

Tra gli appuntamenti più attesi compaiono nomi capaci di attrarre pubblici diversi: Alessandro Baricco con Notte eretica, Roberto Baggio con il racconto della propria parabola sportiva e spirituale, Federico Rampini, Luciana Littizzetto, Massimo Cacciari, Gustavo Zagrebelsky e molti autori internazionali. La forza del Salone resta nella convivenza tra alta divulgazione, grande editoria, piccoli editori, classici, romance, fumetto, sport e cultura pop.

Il Salone Off allarga la festa oltre i padiglioni, trasformando la città in una rete di letture, incontri e occasioni diffuse. È qui che il tema morantiano trova una traduzione concreta: i libri non restano confinati agli stand, ma diventano pratiche di comunità. Dai laboratori per l’infanzia agli appuntamenti sulla democrazia, la XXXVIII edizione propone l’idea di una cultura accessibile, plurale e inquieta, dove leggere significa partecipare e immaginare.

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