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ZES 2.0, sessanta miliardi per il Sud produttivo

19 lug
Tempo di lettura: 3 min


Credito, semplificazione e investimenti: la nuova strategia punta a trasformare il Mezzogiorno in una piattaforma industriale nazionale
Credito, semplificazione e investimenti: la nuova strategia punta a trasformare il Mezzogiorno in una piattaforma industriale nazionale

Abstract

Il progetto ZES 2.0, promosso da Confindustria e Intesa Sanpaolo con il Dipartimento per il Sud, affianca alla semplificazione amministrativa un plafond bancario da 60 miliardi di euro. L’obiettivo è attrarre investimenti del Nord e internazionali, finanziare infrastrutture ed energia e trasformare la Zona economica speciale in una politica industriale stabile. Il nodo decisivo non è però la sola disponibilità di credito: contano qualità dei progetti, capacità amministrativa, tempi autorizzativi e continuità degli incentivi. (Intesa Sanpaolo Group)


1. Dalla ZES unica alla leva finanziaria

La ZES unica, istituita dal decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito dalla legge 13 novembre 2023, n. 162, opera dal 1° gennaio 2024 nelle otto regioni meridionali. Il modello concentra governance, sportello digitale e autorizzazione unica, mentre il credito d’imposta sostiene investimenti produttivi. ZES 2.0 amplia la componente privata: Intesa Sanpaolo, dopo oltre 12 miliardi di finanziamenti collegati alle precedenti iniziative ZES e oltre 28 miliardi erogati nel Mezzogiorno dal 2020, prevede nuove risorse nel prossimo periodo.[1] (Normattiva)

Leva

Valore

Nuovo plafond

€60 mld

Finanziamenti ZES già erogati

>€12 mld

Erogazioni al Sud dal 2020

>€28 mld

Credito mobilitato ████████████████████ 60


2. Impatto dichiarato e risultati osservabili

Confindustria attribuisce alla ZES un impatto complessivo di 59 miliardi e oltre 70.000 posti di lavoro. Il dato va distinto dai risultati associati alle autorizzazioni: il Check-up Mezzogiorno rilevava, a inizio 2026, oltre mille autorizzazioni, circa 6 miliardi di investimenti diretti e più di 17.000 occupati. Lo scarto non implica contraddizione, ma segnala metodologie diverse: la prima incorpora effetti indiretti e moltiplicativi, la seconda misura i progetti autorizzati. Il confronto con i 5,5 miliardi pubblici richiamati nell’iniziativa segnala un effetto leva potenzialmente elevato; solo i consuntivi potranno però distinguere credito aggiuntivo e risorse già programmate.[2] (Confindustria)

Indicatore

Diretto

Complessivo

Investimenti

circa €6 mld

€59 mld

Occupazione

>17.000

>70.000

Investimenti diretti ███ 6 | impatto ████████████████████ 59


3. Attrazione, infrastrutture e filiere

Il piano finanzia adeguamenti infrastrutturali ed energetici, prevede un roadshow all’estero e punta su imprese settentrionali ed estere. La logica è integrare capitale, semplificazione e reti commerciali, rafforzando filiere quali aerospazio, agroalimentare, automotive, chimica, farmaceutica e moda. Il credito d’imposta ZES 2026 resta applicabile agli investimenti realizzati nell’anno, entro 100 milioni per progetto e con soglia minima di 200.000 euro.[3] (Intesa Sanpaolo Group)

Asse

Funzione

Infrastrutture

riduzione dei costi logistici

Energia

continuità e competitività

Roadshow

attrazione di capitali

Filiere

consolidamento produttivo

Priorità infrastrutture █████ | energia █████ | filiere ████


4. I vincoli della ZES 2.0

La disponibilità bancaria non equivale automaticamente a investimenti realizzati. Restano essenziali certezza normativa, durata pluriennale degli incentivi, connessioni portuali e ferroviarie, energia a costo competitivo e capacità degli enti di chiudere rapidamente le procedure. Il Piano strategico governativo assegna alla Struttura di missione compiti di coordinamento, monitoraggio semestrale e promozione; la concentrazione finora osservata in Campania e Puglia indica inoltre il rischio che i territori amministrativamente più forti assorbano una quota sproporzionata dei benefici. La verifica della ZES 2.0 dovrà quindi separare credito annunciato, credito deliberato, investimenti completati e occupazione stabile.[4]


Note e fonti

[1] Intesa Sanpaolo–Confindustria, comunicato ZES 2.0, 16 luglio 2026; Nicoletta Picchio, Confindustria e Intesa lanciano piano strategico per la ZES 2.0, Il Sole 24 Ore, 17 luglio 2026.[2] Confindustria–SRM, Check-up Mezzogiorno 1/2026.[3] Agenzia delle Entrate, Credito d’imposta ZES unica 2026.[4] Presidenza del Consiglio dei ministri, Piano strategico della ZES unica; decreto-legge n. 124/2023, convertito nella legge n. 162/2023.


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