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Ryanair, utile in calo del 34% nel primo trimestre: il caro carburante pesa sui conti della compagnia

20 lug
Tempo di lettura: 2 min

Ryanair ha archiviato il primo trimestre dell'esercizio fiscale 2026-2027 con un utile netto di 538 milioni di euro, in diminuzione del 34% rispetto agli 820 milioni registrati nello stesso periodo dell'anno precedente. Il risultato riflette soprattutto il forte incremento del costo del carburante, alimentato dalle tensioni in Medio Oriente, e una riduzione delle tariffe medie dei biglietti, scese del 6% per sostenere la domanda in un contesto caratterizzato da maggiore prudenza da parte dei viaggiatori. Nonostante il calo della redditività, la compagnia irlandese continua però a crescere sul piano operativo: i passeggeri trasportati sono aumentati del 6%, raggiungendo quota 61,3 milioni, con un coefficiente di riempimento degli aeromobili stabile al 94%, confermando la solidità del modello di business della principale compagnia low cost europea.


A incidere sui risultati è stato soprattutto l'aumento del prezzo del carburante non coperto dalle operazioni di hedging. Ryanair aveva infatti assicurato circa l'80% del proprio fabbisogno di carburante a prezzi prefissati, ma il restante 20% è stato acquistato sul mercato in una fase in cui le quotazioni del petrolio sono cresciute sensibilmente a causa delle tensioni geopolitiche. A questo fattore si è aggiunto un contesto commerciale più difficile, caratterizzato da prenotazioni effettuate con minore anticipo e dalla necessità di proporre offerte più aggressive per stimolare la domanda. Il fatturato complessivo è comunque aumentato dell'1%, raggiungendo 4,38 miliardi di euro, mentre i costi operativi sono cresciuti dell'11%, riflettendo principalmente l'impennata della spesa energetica.


L'amministratore delegato Michael O'Leary ha sottolineato come il contesto di mercato rimanga complesso, ma ha ribadito la fiducia nella strategia di espansione della compagnia. Ryanair continua infatti a investire nella crescita della propria rete con l'apertura di nuove basi operative e oltre 130 nuove rotte, preparando anche l'arrivo dei nuovi aeromobili Boeing 737 MAX-10, destinati a incrementare ulteriormente la capacità nei prossimi anni. La compagnia prevede di trasportare circa 216 milioni di passeggeri nell'intero esercizio fiscale, sostenuta dalla limitata disponibilità di aeromobili sul mercato europeo, causata dai ritardi nelle consegne da parte dei principali costruttori. Secondo O'Leary, proprio questa scarsità di capacità dovrebbe continuare a favorire Ryanair rispetto a molti concorrenti, consentendo al gruppo di mantenere un vantaggio competitivo nel lungo periodo.


Il trimestre evidenzia come anche le compagnie più efficienti siano esposte agli effetti della volatilità dei mercati energetici e delle tensioni internazionali. Pur registrando una flessione degli utili, Ryanair conserva una posizione finanziaria particolarmente solida, avendo estinto il proprio ultimo prestito obbligazionario e mantenendo una consistente liquidità disponibile. Il gruppo continua inoltre il programma di riacquisto di azioni proprie e conferma gli investimenti destinati all'ammodernamento della flotta e all'espansione commerciale. L'evoluzione dei prezzi del petrolio, l'andamento della domanda turistica e la situazione geopolitica resteranno i principali fattori in grado di influenzare i risultati dei prossimi trimestri, ma la compagnia punta a consolidare la propria leadership nel trasporto aereo europeo facendo leva su costi operativi contenuti, elevata efficienza e una rete in costante crescita.

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