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MPS riconosce un premio di produzione da 750 euro a tutti i 16.500 bancari: nuovo passo verso la valorizzazione del lavoro e la stabilità interna

Monte dei Paschi di Siena ha raggiunto un accordo significativo con le organizzazioni sindacali per l’erogazione di un premio di produzione uguale per tutti i dipendenti del gruppo, pari a 750 euro per l’anno 2024. Il premio sarà destinato ai circa 16.500 lavoratori della banca, che potranno decidere se riceverlo interamente in busta paga o convertirlo in servizi di welfare aziendale. La misura, dal forte valore simbolico e operativo, rappresenta un momento di svolta nella politica retributiva dell’istituto senese, dopo anni segnati da restrizioni economiche, processi di ristrutturazione e incertezza gestionale.


Il riconoscimento premia gli sforzi collettivi compiuti dai lavoratori nell’anno passato, durante il quale la banca ha realizzato risultati economici positivi, riportando utili consistenti e migliorando gli indicatori patrimoniali e di efficienza. Il premio, definito come “una tantum” per l’esercizio 2024, arriva in un contesto in cui MPS ha superato molte delle criticità che negli anni l’avevano posta sotto il controllo dello Stato e del sistema bancario europeo. Il ritorno alla redditività ha permesso di ristabilire un clima favorevole alla contrattazione e al dialogo tra azienda e sindacati.


L’accordo, raggiunto con le sigle Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Uilca e Unisin, stabilisce la piena parità di trattamento tra i dipendenti, indipendentemente dal ruolo o dalla sede di lavoro. Il premio non è infatti legato al raggiungimento di obiettivi individuali, ma è riconosciuto come frutto di una partecipazione collettiva ai risultati aziendali. L’importo può essere corrisposto come somma in denaro oppure, a scelta del lavoratore, convertito in crediti welfare, modalità che consente anche vantaggi fiscali e contributivi grazie al quadro normativo vigente.


Il contratto prevede inoltre alcune misure integrative sul piano della conciliazione vita-lavoro e della flessibilità organizzativa. È stato stabilito l’ampliamento della dotazione annua di permessi retribuiti, con particolare attenzione alle esigenze dei genitori, delle persone con disabilità e dei caregiver familiari. Inoltre, sono stati confermati i piani di formazione per il rafforzamento delle competenze digitali e per il supporto alla mobilità professionale interna, considerata strategica in un momento di profonda trasformazione del settore bancario.


L’assegnazione del premio si inserisce in un percorso più ampio di ricostruzione della fiducia interna, dopo anni in cui i dipendenti MPS sono stati chiamati a sopportare sacrifici significativi per salvaguardare la continuità aziendale. Le ristrutturazioni degli ultimi anni, che hanno incluso piani di esuberi volontari e chiusure di filiali, avevano comportato una forte compressione della contrattazione di secondo livello, con il blocco di incentivi e benefit accessori. L’accordo appena siglato rappresenta invece un primo segnale di inversione di tendenza, con la prospettiva di una progressiva reintroduzione di strumenti di valorizzazione del lavoro.


Particolarmente rilevante è anche l’aspetto dell’uniformità del premio. In un settore bancario sempre più segmentato tra grandi istituti internazionali e piccole realtà territoriali, MPS sceglie di riconoscere in modo eguale l’apporto di tutti i dipendenti. Una decisione che contrasta con l’orientamento dominante in molte aziende, dove i premi di produzione sono spesso differenziati su base individuale o legati a criteri di performance. La logica collettiva adottata in questo caso è stata fortemente voluta dai sindacati, che hanno sottolineato il valore dell’unità e della coesione nella fase di rilancio dell’istituto.


A livello economico, l’operazione comporta per l’azienda un impegno complessivo di circa 12,3 milioni di euro. Una cifra che viene comunque considerata sostenibile alla luce dei risultati economici ottenuti dalla banca nel 2024. MPS ha chiuso l’esercizio con un utile netto superiore ai 900 milioni di euro, un CET1 ratio in miglioramento e un calo del livello di crediti deteriorati. Tali risultati hanno permesso all’istituto di Siena di consolidare il suo posizionamento sul mercato e di rafforzare l’immagine presso clienti e investitori.


L’accordo sul premio produzione rappresenta inoltre un elemento chiave per il mantenimento di un clima aziendale sereno e orientato alla produttività. I rappresentanti sindacali hanno espresso soddisfazione per l’intesa, sottolineando come essa dimostri la volontà della banca di riconoscere concretamente il ruolo dei lavoratori nella generazione del valore. In parallelo, il management aziendale ha ribadito l’importanza di una governance equilibrata che sappia coniugare l’efficienza gestionale con il benessere del personale.

In prospettiva, l’intesa apre la strada a ulteriori sviluppi nel quadro delle relazioni industriali interne. I sindacati hanno già chiesto l’avvio di un confronto più ampio per ridefinire i parametri dei premi di risultato in modo strutturale, con l’obiettivo di superare la logica “una tantum” e tornare a una contrattazione di secondo livello stabile e articolata. Al tempo stesso, l’azienda sta lavorando a un nuovo piano industriale post-2025 che dovrebbe prevedere investimenti su digitalizzazione, sportelli evoluti e sviluppo di nuovi servizi fintech.


Il ritorno alla distribuzione di un premio per tutti è anche un messaggio chiaro agli stakeholder esterni: MPS vuole riaffermare il proprio ruolo di attore responsabile, in grado di valorizzare il capitale umano e di costruire un modello bancario sostenibile non solo sul piano economico, ma anche sociale. In un periodo in cui molti istituti bancari sono al centro di critiche per politiche di taglio dei costi e riduzione del personale, la scelta di Siena segna un cambio di passo che potrebbe avere effetti di esempio anche in altre realtà del settore.


Anche l’opzione di conversione del premio in credito welfare rappresenta un segnale importante. Non solo consente ai lavoratori di ottenere un beneficio netto più elevato grazie alla defiscalizzazione, ma rafforza l’uso di strumenti integrati di protezione sociale e benessere aziendale. I servizi coperti includono spese sanitarie, trasporti, istruzione dei figli, previdenza complementare e assistenza alla famiglia, contribuendo ad ampliare il perimetro del welfare negoziato in azienda.


La banca ha già avviato le procedure tecniche per l’erogazione dei premi, che avverrà entro l’estate 2025, una volta acquisite le opzioni individuali tra pagamento diretto e credito welfare. L’operazione sarà accompagnata da una campagna informativa interna per spiegare ai dipendenti le modalità di fruizione e i vantaggi delle varie opzioni. La struttura sindacale interna si occuperà inoltre di monitorare l’effettiva applicazione dell’accordo in tutte le aree del gruppo.

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