Materie prime critiche, l’Europarlamento stringe sul "Centro europeo".

L’Europarlamento spinge per accelerare la nascita del Centro europeo per le materie prime critiche, l’organismo pensato per gestire scorte strategiche, investimenti e acquisti congiunti di minerali essenziali come litio e terre rare. La commissione Industria, ricerca ed energia ha approvato la sua posizione, chiedendo a Bruxelles di superare le divisioni interne e di presentare un’iniziativa formale.
La partita sulla sede e i criteri di scelta
Il testo approvato fissa scadenze precise. La proposta legislativa sulla localizzazione del Centro dovrà arrivare entro la fine del 2026, mentre la decisione definitiva spetterà a Parlamento e Consiglio entro l'inizio del 2028. La sede sarà scelta tramite una competizione tra le candidature dei Paesi membri. La Commissione valuterà parametri come i collegamenti internazionali, la vicinanza ai poli industriali, le competenze scientifiche e la logistica.
Un mandato esteso a tutta la filiera
Il nuovo organismo dovrà operare in modo indipendente e andare oltre la semplice funzione di magazzino. Il mandato prevede il sostegno all’intera filiera, dall'estrazione alla raffinazione, fino al riciclo e alla ricerca di giacimenti. Per sostenere i progetti, il Centro mobiliterà capitali pubblici e privati in collaborazione con la Banca europea per gli investimenti e gli istituti finanziari, affiancando lo stoccaggio e gli acquisti congiunti ad azioni di supporto industriale.





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