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Inflazione ancora elevata e timori sui tassi: i mercati guardano ai dati sul lavoro USA

2 giorni fa
Tempo di lettura: 3 min

Il Nasdaq Composite si preparava a confermare una fase di correzione nella seduta di giovedì, penalizzato dal forte calo dei produttori di chip, sui timori di un possibile inasprimento della regolamentazione sull'intelligenza artificiale dopo la netta vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato. L'indice si avviava così verso la peggiore performance giornaliera dal crollo del cosiddetto "Liberation Day" dell'aprile 2025.


Le azioni di Nvidia hanno registrato una flessione del 7,7%, mentre l'indice dei semiconduttori di Philadelphia (SE Semiconductor) ha perso quasi il 10%.


La brusca inversione dei mercati azionari è arrivata il giorno successivo alla vittoria elettorale dei Democratici, ottenuta anche in alcuni Stati strategici per lo sviluppo dei data center. Il risultato ha alimentato le preoccupazioni riguardo a un possibile rallentamento degli investimenti e dei progetti legati ai centri dati per l'intelligenza artificiale, settore che nei mesi precedenti aveva contribuito a sostenere il rally dei mercati e il raggiungimento di nuovi record.


Le pesanti perdite hanno portato il Nasdaq Composite vicino alla conferma di una correzione tecnica, definita come una flessione del 10% rispetto al massimo storico registrato il 6 ottobre. Il più ristretto Nasdaq-100 aveva già raggiunto questa soglia lunedì.


In caso di un'ulteriore estensione dei ribassi, il Nasdaq-100 rischierebbe di perdere oltre 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, con una flessione complessiva di circa il 5,2%.


In rosso anche la maggior parte dei principali titoli tecnologici a grande capitalizzazione, che hanno invertito la tendenza positiva della seduta di mercoledì. Meta Platforms ha ceduto il 3,8%, mentre Amazon e Alphabet hanno registrato perdite rispettivamente dell'1,7% e dell'1%.


Tra i titoli maggiormente penalizzati figurano gli operatori di data center IREN e Applied Digital, le piattaforme neocloud CoreWeave e Nebius Group, oltre alle società di servizi pubblici e ai fornitori di apparecchiature legate allo sviluppo dell'intelligenza artificiale, tra cui GE Vernova e Constellation Energy, che hanno registrato perdite significative.


Pesanti ribassi anche per Tesla e SpaceX, entrambe guidate da Elon Musk, che hanno perso rispettivamente il 9% e l'11,4%, aggravando le perdite. Musk aveva investito quasi mezzo miliardo di dollari a sostegno dei candidati repubblicani.


Le azioni di Qualcomm sono crollate dell'11,5%, dopo che il produttore di semiconduttori ha riportato vendite di chip per smartphone nel quarto trimestre inferiori alle aspettative degli analisti di Wall Street.


Alle 12:24 ET, il Dow Jones Industrial Average ha perso 1.403,66 punti, pari al 2,63%, attestandosi a 51.952,46, l' S&P 500 ha perso 262,17 punti, pari al 3,41%, chiudendo a 7.426,41 e il Nasdaq Composite ha perso 1.173,62 punti, pari al 4,55%, chiudendo a 24.564,36.


Tutti i settori dell'indice S&P 500 hanno terminato la seduta in territorio negativo, con il comparto tecnologico e quello dei beni di consumo discrezionali che hanno registrato le perdite più consistenti.


Nella seduta di mercoledì, invece, l'indice di riferimento aveva messo a segno il maggiore rialzo percentuale degli ultimi tre mesi, sostenuto dalla riduzione delle incertezze politiche e da un conseguente miglioramento della propensione al rischio degli investitori.


Secondo alcuni analisti, un governo diviso a Washington potrebbe limitare l'introduzione di importanti cambiamenti legislativi e rendere più complessi i negoziati sulla spesa pubblica, soprattutto alla luce del peggioramento della situazione finanziaria degli Stati Uniti. A sostenere il sentiment dei mercati ha contribuito anche la marcata flessione dei prezzi del petrolio.


Le banche centrali di tutto il mondo hanno riconosciuto che le pressioni inflazionistiche restano elevate, soprattutto a causa dell'impennata dei prezzi del petrolio legata al conflitto in Medio Oriente.


Nella giornata di giovedì, la presidente della Federal Reserve di Cleveland, Beth Hammack, e il presidente della Federal Reserve di Richmond, Thomas Barkin, hanno lasciato intendere la possibilità di ulteriori rialzi dei tassi di interesse nei prossimi mesi.


L'attenzione degli investitori si concentra ora sui dati relativi ai nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo negli Stati Uniti, attesi per venerdì. Gli operatori di mercato si preparano a un possibile aumento dei tassi da parte della Federal Reserve il mese prossimo, dopo quello già effettuato a settembre.


Sul New York Stock Exchange (NYSE), i titoli in calo hanno superato quelli in rialzo con un rapporto di 4,26 a 1, mentre sul Nasdaq il rapporto si è attestato a 5,38 a 1.


L'indice S&P 500 ha registrato 74 nuovi massimi e 6 nuovi minimi nell'arco delle ultime 52 settimane. Il Nasdaq Composite, invece, ha segnato 140 nuovi massimi e 430 nuovi minimi.




Fonte: investing.com

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