Gioia Tauro inaugura il cold ironing: la prima mega portacontainer alimentata dalla rete elettrica del porto
Il porto di Gioia Tauro compie un passo decisivo verso la decarbonizzazione del trasporto marittimo. Per la prima volta una mega portacontainer è stata alimentata direttamente dalla rete elettrica di banchina attraverso il sistema di cold ironing, tecnologia che consente alle navi ormeggiate di spegnere i motori ausiliari e utilizzare l'energia fornita dal porto per alimentare i servizi di bordo. L'operazione, completata con successo sulla nave MSC Mirja, segna un traguardo storico per lo scalo calabrese e rappresenta una delle prime applicazioni operative di questa infrastruttura nei porti italiani dedicati al traffico container.
Il sistema di cold ironing è considerato una delle principali innovazioni per rendere più sostenibile il settore marittimo. Durante le soste in porto, infatti, le navi mantengono normalmente in funzione i generatori diesel per garantire energia ai sistemi di bordo, producendo emissioni di anidride carbonica, ossidi di azoto, ossidi di zolfo e particolato. Grazie all'alimentazione elettrica da terra, questi motori possono essere spenti, con una significativa riduzione dell'impatto ambientale e dell'inquinamento acustico nelle aree portuali. La tecnologia rientra tra le misure promosse dall'Unione europea per accelerare la transizione energetica del trasporto marittimo e rispettare gli obiettivi di neutralità climatica.
Per raggiungere questo risultato, il porto di Gioia Tauro ha realizzato una complessa infrastruttura composta da una nuova cabina elettrica di 728 metri quadrati, tre convertitori, sei trasformatori e ventiquattro quadri elettrici, in grado di alimentare tre prese mobili distribuite lungo circa 900 metri di banchina. L'investimento supera i 28 milioni di euro, tra opere civili ed elettromeccaniche, e rappresenta il primo tassello di un progetto più ampio destinato a incrementare progressivamente la capacità energetica dello scalo. L'infrastruttura è predisposta per fornire fino a 11 megawatt di potenza e potrà servire le grandi navi portacontainer che quotidianamente fanno scalo in uno dei principali hub di trasbordo del Mediterraneo.
Il progetto si inserisce nella strategia di sviluppo sostenibile dell'Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, che punta a trasformare Gioia Tauro in uno degli scali più avanzati sotto il profilo ambientale. Oltre all'elettrificazione delle banchine, il piano prevede ulteriori investimenti nelle infrastrutture energetiche, nell'efficienza dei servizi portuali e nell'integrazione con la rete elettrica nazionale. L'obiettivo è coniugare la crescita dei traffici commerciali con una progressiva riduzione delle emissioni, rafforzando la competitività dello scalo nel rispetto delle nuove normative europee sul trasporto marittimo sostenibile.
Il successo della prima connessione elettrica di una mega portacontainer rappresenta quindi molto più di una sperimentazione tecnica. Dimostra che anche i grandi porti di transhipment possono accelerare il percorso verso una logistica a basse emissioni, offrendo alle compagnie di navigazione infrastrutture sempre più efficienti e sostenibili. Per Gioia Tauro si tratta di un risultato destinato a rafforzare il proprio ruolo nel Mediterraneo, coniugando innovazione tecnologica, tutela ambientale e sviluppo della competitività internazionale del sistema portuale italiano.





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