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Gaza vista dall’Egitto: il giornalismo oltre i confini del potere

1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min
Gaza vista dall’Egitto: il giornalismo oltre i confini del potere

Lina Attalah e Paola Caridi riflettono su Gaza, confini e giornalismo indipendente tra accesso negato, guerra e responsabilità.



Il giornalismo che osserva Gaza dall’Egitto è stato al centro del confronto tra Lina Attalah, cofondatrice e direttrice di Mada Masr, e Paola Caridi, studiosa e giornalista esperta di Medio Oriente. Il dialogo a Festivaletteratura ha affrontato il tema dei confini, della possibilità di raccontare un conflitto senza poter essere presenti sul campo e del ruolo dell’informazione quando l’accesso diretto ai luoghi diventa sempre più difficile.


Secondo Attalah, il confine tra Egitto e Gaza non è soltanto una linea geografica, ma una costruzione politica e storica che ha modificato relazioni, spostamenti e possibilità di conoscenza reciproca. Il movimento attraverso il confine diventa quindi una condizione del giornalismo, perché consente di mettere in relazione persone, fonti e prospettive che altrimenti resterebbero isolate.


Il confronto ha insistito anche sulla condizione dei giornalisti palestinesi e sulla difficoltà di mantenere credibilità, sicurezza e autonomia in un contesto di guerra. Le due relatrici hanno richiamato la necessità di distinguere tra testimonianza, propaganda e lavoro giornalistico, sottolineando quanto sia fragile il rapporto tra informazione e potere quando chi racconta è direttamente coinvolto nella violenza che documenta.


Nel corso dell’incontro sono stati utilizzati termini fortemente politici, tra cui genocidio e politicidio, per descrivere la distruzione non soltanto fisica ma anche sociale, nazionale e istituzionale di una comunità. Si tratta di concetti presentati nel dibattito come strumenti interpretativi e che, proprio per la loro portata, richiedono attribuzione, precisione e consapevolezza del contesto.


Attalah ha inoltre ricostruito l’esperienza di Mada Masr, nata in una fase di crisi del sistema informativo egiziano. Il giornalismo indipendente viene descritto come una pratica capace di creare spazi di possibilità anche quando il potere politico o economico tende a restringerli. Essere senza potere non significa essere impotenti: l’informazione può produrre conoscenza, emancipazione e capacità critica senza trasformarsi necessariamente in una forma di conquista del potere.

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