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Electrolux, il Governo rilancia il confronto: tutti gli strumenti sul tavolo per salvaguardare occupazione e stabilimenti

21 lug
Tempo di lettura: 3 min

La vertenza Electrolux entra in una nuova fase. Al termine del tavolo convocato presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), il Governo ha confermato la volontà di mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per favorire una soluzione condivisa che salvaguardi l'occupazione, mantenga attivi gli stabilimenti italiani e accompagni la transizione industriale del gruppo. Il confronto tra istituzioni, azienda e organizzazioni sindacali proseguirà con una serie di incontri tecnici fissati per il 3 e 4 settembre, mentre un nuovo tavolo ministeriale è stato già programmato per i primi giorni di ottobre, quando Electrolux sarà chiamata a presentare un aggiornamento del proprio piano industriale.


La crisi della multinazionale degli elettrodomestici resta una delle vertenze industriali più delicate degli ultimi anni. Il piano annunciato nei mesi scorsi prevede 1.700 esuberi in Italia, una profonda riorganizzazione delle attività produttive e la prospettiva della chiusura dello stabilimento di Cerreto d'Esi, oltre a una significativa riduzione delle strutture amministrative e di ricerca. Il progetto ha incontrato una forte opposizione da parte dei sindacati e delle istituzioni locali, che chiedono il mantenimento dei siti produttivi e un piano di rilancio capace di garantire prospettive industriali di lungo periodo.


Nel corso dell'incontro il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ribadito che il Governo è pronto a sostenere il percorso di riorganizzazione attraverso gli strumenti previsti dall'ordinamento nazionale, dagli ammortizzatori sociali agli incentivi per gli investimenti e al sostegno della capacità produttiva. L'intervento pubblico, tuttavia, sarà subordinato alla presentazione di un piano industriale credibile, corredato da impegni verificabili sulla produzione, sull'occupazione e sul futuro degli stabilimenti italiani. Il ministro ha inoltre sottolineato come la crisi del settore degli elettrodomestici non riguardi esclusivamente l'Italia, ma rappresenti una questione di dimensione europea, ricordando che negli ultimi anni numerosi impianti produttivi sono stati chiusi in diversi Paesi dell'Unione.


Uno degli elementi emersi dal confronto riguarda l'analisi delle cause della perdita di competitività. Secondo quanto evidenziato dal Mimit, gli approfondimenti tecnici svolti nelle ultime settimane avrebbero ridimensionato il peso del costo dell'energia, indicato inizialmente dall'azienda come uno dei principali fattori di criticità. Il confronto dovrà quindi concentrarsi soprattutto sulla definizione di una strategia industriale capace di aumentare efficienza, produttività e competitività degli stabilimenti italiani, evitando il ricorso a delocalizzazioni e riduzioni permanenti della capacità produttiva.


Le organizzazioni sindacali hanno accolto con prudenza gli sviluppi dell'incontro. Pur valutando positivamente la prosecuzione del dialogo, ritengono che le aperture finora manifestate dalla multinazionale siano ancora insufficienti. Le principali preoccupazioni riguardano il mantenimento dei livelli occupazionali, il futuro dello stabilimento marchigiano di Cerreto d'Esi e le garanzie sugli investimenti destinati agli altri siti produttivi italiani. Anche le Regioni coinvolte hanno ribadito la necessità che la gestione della vertenza rimanga a livello nazionale, considerata la dimensione strategica del gruppo e l'impatto che eventuali ridimensionamenti avrebbero sull'intera filiera dell'elettrodomestico.


I prossimi appuntamenti di settembre rappresenteranno quindi una fase decisiva del negoziato. L'obiettivo condiviso è arrivare al tavolo di ottobre con una proposta industriale capace di conciliare le esigenze di competitività dell'azienda con la tutela dei lavoratori e del patrimonio manifatturiero italiano. La disponibilità manifestata dal Governo a utilizzare tutti gli strumenti di politica industriale e di sostegno all'occupazione conferma la volontà di evitare una soluzione esclusivamente basata sui tagli, puntando invece su un percorso di rilancio che possa garantire continuità produttiva, investimenti e prospettive di sviluppo per gli stabilimenti Electrolux presenti nel Paese.

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