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Economia sommersa a 197,6 miliardi: il conto stimato per l'Italia

25 set
Tempo di lettura: 2 min
Incontro sull'economia sommersa, foto di repertorio

Il focus Censis-Confcooperative quantifica il fenomeno nel 9,2% del Pil e segnala 2,7 milioni di occupati irregolari.

L’economia che sfugge alle rilevazioni e agli obblighi fiscali vale, secondo il focus Censis-Confcooperative diffuso il 25 settembre, 197,6 miliardi di euro: il 9,2% del prodotto interno lordo. La stima equivale a circa 3.350 euro per abitante, un rapporto illustrativo della dimensione del fenomeno, non a una perdita effettiva di quella somma per ciascun cittadino.

Il rapporto distingue le componenti che compongono il totale. La quota maggiore, 108,2 miliardi, riguarda attività e redditi non dichiarati; il lavoro irregolare pesa per 77,2 miliardi; altri 12,2 miliardi derivano dalle restanti voci considerate. Sommate, le tre componenti spiegano l’ordine di grandezza indicato dagli autori, senza trasformarlo automaticamente in gettito recuperabile.

Un dato sociale accompagna la stima monetaria: 2,7 milioni di persone lavorerebbero in modo irregolare. Questo numero non descrive soltanto un problema di concorrenza tra imprese. L’assenza di un rapporto regolare può tradursi in minori tutele, versamenti previdenziali insufficienti e difficoltà a far valere i diritti legati al lavoro.

Per le aziende che rispettano gli obblighi, la presenza di operatori nell’ombra altera i prezzi e rende più difficile competere sullo stesso mercato. Per le amministrazioni, la sfida è distinguere i settori e le forme dell’irregolarità: la sotto-dichiarazione dei ricavi richiede controlli diversi da quelli necessari per individuare un impiego privo di contratto.

Il valore di 197,6 miliardi è una stima del volume economico sommerso. Non coincide con l’evasione fiscale in euro, né autorizza a calcolare un incasso immediato per lo Stato applicando un’aliquota all’intera cifra. Anche il rapporto pro capite serve a rendere comprensibile la scala nazionale del problema e non misura il costo individuale reale.

Il focus riporta così l’attenzione su due obiettivi collegati: far emergere attività e occupazione e ridurre il vantaggio competitivo di chi non applica le regole. La lettura dei numeri richiede prudenza metodologica, ma il divario tra economia registrata ed economia sommersa resta un elemento concreto nelle scelte su lavoro, controlli e politica economica.

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