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Difesa, il riarmo cerca capannoni: 197 nuovi impianti in Europa dal 2024

10 ott
Tempo di lettura: 1 min

Il boom della difesa trasforma il mercato immobiliare

Il riarmo europeo passa prima di tutto dai metri quadrati. Tra gennaio 2024 e agosto 2026 sono 197 i nuovi impianti produttivi per la difesa avviati o aperti nel continente. Lo evidenzia un report di Cushman & Wakefield, che analizza l’impatto dell’aumento dei budget militari sul settore immobiliare industriale.

A spingere gli investimenti sono la crescita della spesa pubblica e la strategia UE che punta a produrre internamente la maggior parte degli equipaggiamenti. Il Regno Unito guida la classifica con 34 investimenti, seguito da Germania (27) e Francia (26). In Italia, dove i capitali si concentrano su aerospazio e cantieristica, l'impatto potrebbe estendersi presto alle piccole e medie imprese della filiera.

Nuovi impianti e riconversioni

Il 54% degli investimenti riguarda la realizzazione di nuove strutture, mentre il 46% punta sull'espansione di siti esistenti. La taglia più comune varia tra i 10.000 e i 25.000 metri quadrati. Se alcuni stabilimenti richiedono standard tecnici complessi, come pavimenti rinforzati e protezioni antiesplosione, molti restano edifici convenzionali, favorendo anche la riconquista di spazi industriali già esistenti.

Prospettive di crescita

La spesa militare dei Paesi UE è destinata a salire, stimolando una domanda di immobili che si preannuncia strutturale. Per proprietari e sviluppatori immobiliari, in particolare nei distretti manifatturieri italiani, l'allargamento delle commesse lungo la catena produttiva offrirà nuove opportunità di valorizzazione del patrimonio industriale.

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