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David Szalay, il corpo e il silenzio: la scrittura che elimina il superfluo

1 giorno fa
Tempo di lettura: 2 min
David Szalay, il corpo e il silenzio: la scrittura che elimina il superfluo

A Mantova lo scrittore racconta Nella carne: corpo, silenzi e sottrazione al centro della sua idea di romanzo.



David Szalay porta al Festivalletteratura una riflessione sulla scrittura come sottrazione, sul corpo come misura dell’esperienza e sul silenzio come strumento narrativo. Al centro dell’incontro c’è Nella carne, il romanzo con cui lo scrittore ha vinto il Booker Prize 2025, costruito attorno alla figura di István, personaggio sfuggente che attraversa decenni, paesi e trasformazioni sociali senza offrirsi mai del tutto al giudizio del lettore.


Il protagonista viene seguito dall’adolescenza in Ungheria fino alla vita adulta a Londra, passando attraverso esperienze segnate dal desiderio, dalla violenza, dalla guerra e dalla mobilità sociale. Szalay sceglie però di raccontare questa traiettoria evitando spiegazioni psicologiche invasive: la personalità di István emerge soprattutto attraverso i gesti, le reazioni fisiche e ciò che resta non detto. Il corpo diventa così un dispositivo narrativo, un luogo in cui si depositano trasformazioni, ambizioni, ferite e rapporti di potere.


Nel dialogo con Sandro Veronesi, l’autore ha insistito sul carattere concreto dell’esperienza umana e sulla distanza tra percezione di sé e identità corporea. La scrittura procede per eliminazione, riducendo il superfluo e affidando ai dialoghi una funzione decisiva. Le risposte brevi di István, spesso laconiche, non impoveriscono il personaggio ma ne accrescono l’opacità, costringendo chi legge a interpretare ciò che resta fuori campo.


Anche l’amore è presente in questa economia narrativa, ma raramente viene dichiarato in forma esplicita. Compare piuttosto nelle conseguenze, nelle relazioni familiari e nei legami che modificano il corso della vita. Szalay lavora sull’essenziale senza semplificare, costruendo una prosa che sottrae parole per aumentare la densità delle esperienze. Il risultato è un protagonista contemporaneo proprio perché difficile da classificare: non un modello morale, ma un individuo attraversato da forze sociali, desideri e circostanze che il romanzo osserva senza imporre una sentenza.

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