Confesercenti, energia e fisco pesano sui consumi: le stime dal 2022

Il presidente Nico Gronchi stima 46 miliardi di potere d'acquisto perduto per l'energia e 77 miliardi di imposte aggiuntive.
Quattro anni di shock energetici e inflazione hanno inciso sulla capacità di spesa in Italia. In un colloquio con l’ANSA del 25 settembre, il presidente di Confesercenti Nico Gronchi quantifica in circa 46 miliardi di euro la perdita di potere d’acquisto dal 2022 attribuibile al solo effetto degli shock energetici sui prezzi. È una stima dell’associazione, non un dato contabile già accertato per ogni famiglia.
La stessa ricostruzione indica oltre 30 miliardi di consumi e quasi 52 miliardi di Pil reale che, secondo Confesercenti, sarebbero venuti meno nello scenario considerato. Sono misure diverse: il potere d’acquisto riguarda il valore reale delle risorse disponibili, i consumi la spesa e il Pil il valore complessivo della produzione. Non vanno sommati per ottenere un unico costo nazionale.
Per le attività del commercio e dei servizi, il problema si manifesta quando rincari e bollette restringono il margine delle famiglie per gli acquisti. La tenuta dei fatturati nominali può allora nascondere volumi di vendita più deboli: prezzi più elevati non significano necessariamente una domanda reale più forte.
Gronchi richiama anche la pressione fiscale. Secondo il calcolo dell’associazione, famiglie e imprese avrebbero versato circa 77 miliardi di imposte in più rispetto a quanto sarebbe stato dovuto se il peso fiscale fosse rimasto al livello del 2021. Anche in questo caso si tratta di un confronto ipotetico con una base di riferimento, non della comunicazione di una nuova imposta o di un singolo prelievo.
L’intervista collega i numeri alla vulnerabilità dell’economia italiana di fronte alle tensioni internazionali. La capacità di resistere agli shock, osserva il rappresentante del terziario, ha un costo che si trasferisce sulle scelte quotidiane di spesa e sulla possibilità delle imprese di programmare investimenti e occupazione.
I dati diffusi dall’associazione offrono quindi un segnale sul rapporto tra energia, redditi reali e domanda interna. Per valutarne la portata è essenziale mantenere distinta la stima controfattuale dalla statistica ufficiale e osservare come evolveranno prezzi, consumi effettivi e carico fiscale nei prossimi mesi.






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