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Concordato minore, alla Consulta il vuoto sulle misure protettive anticipate

3 giorni fa
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Concordato minore, alla Consulta il vuoto sulle misure protettive anticipate

Il dubbio riguarda la tutela del debitore nella fase che precede il deposito della proposta completa.


La disciplina del concordato minore arriva davanti alla Corte costituzionale per il possibile vuoto relativo alle misure protettive chieste prima del deposito della proposta e del piano definitivi. La fase anticipata serve a consentire al debitore di predisporre una soluzione senza subire nel frattempo azioni esecutive capaci di comprometterla. L’assenza di un meccanismo chiaro può creare una disparità rispetto ad altre procedure di regolazione della crisi. La questione coinvolge l’equilibrio tra tutela temporanea del patrimonio e diritti dei creditori, che non possono restare compressi senza condizioni e controllo giudiziale.

Nella crisi d’impresa ogni scelta deve essere letta alla luce della tutela dei creditori, della continuità possibile e della tempestiva emersione dello squilibrio.

Amministratori, organi di controllo e professionisti devono documentare le ragioni economiche delle operazioni e la loro coerenza con la situazione patrimoniale e finanziaria.

La tenuta della procedura dipende dalla qualità delle informazioni, dalla parità di trattamento e dalla capacità di evitare che il tempo aggravi il dissesto.

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