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Berkshire acquista OxyChem da Occidental per 9,7 miliardi: il nuovo corso della holding dopo Buffett

Il colosso finanziario americano Berkshire Hathaway sta per realizzare una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni con l’acquisizione dell’unità chimica OxyChem da Occidental Petroleum per un importo di 9,7 miliardi di dollari. La decisione segna un passo importante nella strategia di espansione non solo nel settore energetico, ma anche chimico, inserendosi nel solco delle relazioni storiche tra Berkshire e Occidental. L’accordo prevede che Berkshire assorba l’intera divisione, mentre Occidental utilizzerà circa 6,5 miliardi dei proventi per ridurre fortemente il suo indebitamento.


Il target dell’operazione, OxyChem, è il ramo chimico di Occidental, attivo nella produzione di sostanze utilizzate nei trattamenti dell’acqua, nella produzione di pvc, vinile e altri prodotti chimici industriali. L’unità ha registrato ricavi combinati per 2,42 miliardi di dollari nella prima metà dell’anno. Con l’operazione Berkshire otterrà un asset abbastanza solido nel campo chimico, complementare al suo portfolio attuale che include già aziende come Lubrizol. L’integrazione di OxyChem rappresenta quindi un ampliamento strategico in un segmento ad alto contenuto industriale.


Per Occidental, la cessione ha il fine dichiarato di alleggerire il peso del debito, ereditato da grandi acquisizioni come quella di Anadarko Petroleum e l’acquisto di CrownRock. Il debito totale della società aveva raggiunto livelli molto elevati, e la vendita dell’unità chimica è intesa come uno strumento per riportarlo sotto la soglia dei 15 miliardi di dollari. In questo modo, Occidental si concentrerà maggiormente sulle attività core petrolifere e del gas, liberandosi di un ramo considerato non essenziale per la sua strategia principale.


Dal punto di vista operativo, OxyChem verrà trasformata in una sussidiaria autonoma di Berkshire, con i relativi contratti, centri logistici e stabilimenti che saranno integrati nell’assetto del conglomerato. Occident manterrà responsabilità sui vecchi oneri ambientali, ma i rischi futuri di gestione dell’unità passeranno sotto il controllo di Berkshire, che potrà valorizzare sinergie e management per aumentare efficienza e redditività.


L’operazione assume anche un valore simbolico: mentre Warren Buffett si avvia verso il termine della sua era come attivo investitore, questo acquisto potrà essere uno dei colpi finali sotto la sua guida, aprendo un capitolo di continuità per il leadership transition che vedrà Greg Abel assumere posizioni ancora più centrali. Il passo infonde credibilità sulla capacità di Berkshire di restare protagonista anche dopo il passaggio generazionale.


Il prezzo pagato — 9,7 miliardi di dollari in contanti — fa dell’acquisizione una tra le più grandi operazioni chimiche del gruppo negli ultimi anni. È anche la più rilevante dal punto di vista strategico, perché va oltre una semplice partecipazione finanziaria: costituisce un’espansione diretta nella produzione industriale chimica, con una visione di lungo periodo.


L’effetto sull’azionariato e sul mercato non si è fatto attendere: Occidental ha visto un calo nel prezzo del titolo subito dopo l’annuncio, segnalando reazioni da parte degli investitori che calibrano il valore dell’operazione a fronte dei cambiamenti strategici e dei rischi correlati al debito residuo e alla transizione del business.


Tra gli aspetti centrali da osservare nei prossimi mesi vi sono la capacità di Berkshire di integrare OxyChem nei suoi processi operativi, la gestione dell’indebitamento residuo di Occidental, la reazione dei concorrenti del settore chimico e, più in generale, la conferma che la strategia del gruppo resta radicata in operazioni industriali che puntano su stabilità, diversificazione e controllo diretto.

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