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Glenn Martens lascia Diesel: si chiude un ciclo creativo che ha riposizionato il marchio

12 minuti fa
Tempo di lettura: 2 min

Dopo sei anni il designer si concentra su Maison Margiela, mentre OTB prepara una nuova fase per uno dei brand più riconoscibili del gruppo.

Glenn Martens lascerà la direzione creativa di Diesel dopo sei anni, chiudendo uno dei cicli più riconoscibili della moda italiana recente. L’uscita è stata annunciata il 18 settembre dal marchio del gruppo OTB: la sfilata prevista a Milano la settimana successiva sarà l’ultima firmata dal designer belga. Martens era stato nominato nell’ottobre 2020 da Renzo Rosso e dal gennaio 2025 guida anche Maison Margiela, altra società controllata da OTB.

La separazione ha un rilievo che va oltre il normale avvicendamento creativo. Durante il mandato di Martens, Diesel ha ricostruito il proprio posizionamento attraverso denim sperimentale, comunicazione provocatoria, accessibilità e spettacolarizzazione della sfilata. OTB ha indicato il 2025 come il miglior esercizio del marchio nell’ultimo decennio, elemento che rende il cambio di guida significativo sotto il profilo industriale: il designer lascia mentre il rilancio risulta già consolidato e non in una fase di crisi dichiarata.

Il lavoro svolto ha interessato anche sostenibilità e retail. Martens ha contribuito alla revisione delle pratiche legate al prodotto e all’introduzione di iniziative come la denim library, mentre le presentazioni pubbliche hanno trasformato la passerella in un dispositivo di partecipazione. Diesel ha aperto alcuni show a migliaia di studenti e cittadini e ha utilizzato installazioni monumentali, rave, materiali di scarto e collaborazioni con scuole d’arte. La creatività non è stata separata dalla costruzione della comunità di marca, ma impiegata come leva di riconoscibilità e coinvolgimento.

Il passaggio apre ora due questioni. La prima riguarda Diesel, che ha comunicato che il nuovo assetto della direzione creativa sarà reso noto successivamente. Il successore dovrà confrontarsi con un linguaggio già molto caratterizzato senza disperdere la capacità del marchio di parlare a un pubblico ampio. La seconda riguarda Maison Margiela, dove Martens potrà concentrare interamente il proprio lavoro.

Nel sistema moda contemporaneo il direttore creativo non governa soltanto il disegno delle collezioni, ma incide su immagine, retail, eventi, contenuti digitali e valore percepito del marchio. Il caso Diesel mostra quanto il ruolo sia ormai vicino a una funzione strategica di brand management, pur mantenendo una forte componente autoriale. La successione servirà quindi a capire quali elementi dell’identità costruita negli ultimi sei anni verranno mantenuti e quali saranno progressivamente riformulati.

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