Hotel italiani, il mercato sale di categoria
Cinque stelle +46% dal 2019, capitali concentrati sul premium e 269 nuove aperture attese entro il 2029
Il mercato alberghiero italiano sta attraversando una netta polarizzazione verso l’alto di gamma. Secondo l’“Hospitality Snapshot H1 2026” di Patrigest, elaborato su dati Istat, gli hotel a 5 stelle sono aumentati del 46% rispetto al 2019 e del 5% nell’ultimo anno, mentre i 4 stelle registrano un incremento del 13% sul periodo pre-pandemico e del 4% rispetto al 2024. La fascia media resta numericamente dominante: i 3 stelle rappresentano il 45% degli esercizi, ma risultano sostanzialmente stabili, con una lieve flessione dello 0,4% rispetto al 2019. Più marcata la contrazione delle categorie economiche, con gli hotel a 2 stelle in calo del 9% e quelli a 1 stella del 10%.
La trasformazione non riguarda soltanto il numero delle strutture, ma anche la capacità ricettiva e la destinazione dei capitali. I 4 stelle e i 3 stelle concentrano ciascuno il 38% dei posti letto alberghieri, mentre nel primo semestre 2026 gli investimenti hospitality hanno raggiunto circa 1,2 miliardi di euro, con l’85% dei volumi assorbito da asset a 4 e 5 stelle. La selezione degli investitori si orienta verso immobili capaci di sostenere standard gestionali elevati, brand internazionali e processi di riqualificazione finalizzati a incrementare valore e redditività.
La pipeline conferma il riposizionamento: tra il 2026 e il 2029 sono previste 269 nuove aperture, delle quali il 39% nel segmento 5 stelle luxury. Roma concentra il 14% dei progetti e Milano il 13%. Parallelamente cresce l’extra-alberghiero, dove gli alloggi in affitto sono aumentati del 33% dal 2019 e rappresentano l’89% delle strutture del comparto. Nel primo semestre 2026 Milano e Roma restano i principali mercati per i capitali hospitality, mentre emergono anche destinazioni come Lago di Como, Sardegna e Dolomiti, segnalando una crescente diffusione geografica del prodotto premium.





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