Bcc, i sindacati chiedono 518 euro di aumento, settimana da 35 ore e un giorno di ferie in più
Un aumento retributivo di 518 euro lordi al mese, la riduzione dell’orario settimanale a 35 ore senza tagli allo stipendio e una giornata aggiuntiva di ferie. Sono i punti centrali della piattaforma unitaria predisposta dai sindacati per il rinnovo del contratto nazionale dei circa 35 mila lavoratori del credito cooperativo, chiamati nelle prossime settimane a discutere e votare le richieste nelle assemblee. Il documento, elaborato da Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Ugl Credito, apre formalmente una nuova stagione negoziale con Federcasse e punta a trasferire ai dipendenti una parte del valore prodotto dalle Banche di credito cooperativo. La richiesta economica riguarda la figura professionale presa come riferimento dal contratto e dovrebbe tradursi in incrementi proporzionati per gli altri livelli, oltre a riflettersi sugli scatti di anzianità e sulle indennità. I sindacati collegano la cifra alle previsioni di inflazione per il triennio 2026-2028, alla perdita di potere d’acquisto accumulata dalle famiglie e ai risultati ottenuti dal sistema cooperativo, sostenendo che la solidità del settore debba trovare riscontro anche nelle retribuzioni.
Accanto al salario, la piattaforma mette al centro la qualità del lavoro e propone il passaggio dall’attuale organizzazione settimanale a 35 ore, mantenendo invariato il trattamento economico. La riduzione dell’orario viene presentata non soltanto come una misura di conciliazione tra vita professionale e privata, ma anche come una risposta alla crescente intensificazione delle attività, alla digitalizzazione dei processi e alla pressione commerciale che coinvolge filiali e strutture centrali. A questa richiesta si aggiunge l’introduzione di un giorno di ferie in più ogni anno, insieme al rafforzamento dei permessi e delle tutele destinate alla genitorialità, all’assistenza familiare e alle situazioni di fragilità. La piattaforma punta inoltre a migliorare gli strumenti di welfare propri del credito cooperativo, con interventi sulla cassa sanitaria, sulla previdenza complementare e sul sostegno ai dipendenti che attraversano particolari difficoltà personali o familiari. L’obiettivo dichiarato è costruire un contratto che non si limiti all’adeguamento delle buste paga, ma intervenga sul benessere organizzativo e sulle condizioni concrete in cui viene svolto il lavoro.
Un altro capitolo riguarda la crescita professionale e il riconoscimento dell’esperienza maturata. I sindacati chiedono di aggiornare il sistema degli inquadramenti, adattandolo alle nuove mansioni nate con la trasformazione tecnologica, e di introdurre uno scatto economico automatico dopo 15 anni di anzianità, indipendente dall’avanzamento di carriera. La proposta nasce dalla constatazione che molti dipendenti assumono responsabilità e competenze sempre maggiori senza ricevere un corrispondente riconoscimento contrattuale. Ampio spazio viene riservato anche alla formazione continua, considerata indispensabile per accompagnare l’ingresso dell’intelligenza artificiale, l’automazione dei processi e la progressiva riorganizzazione delle filiali. Le organizzazioni dei lavoratori chiedono la costituzione di una cabina di regia bilaterale nazionale che consenta di valutare preventivamente gli effetti delle innovazioni sull’occupazione, sulle professionalità e sui carichi di lavoro, evitando che la tecnologia venga utilizzata esclusivamente per ridurre gli organici o trasferire ulteriori responsabilità sui dipendenti.
La trattativa si inserisce in una fase di forte trasformazione per le Bcc, chiamate a conciliare il radicamento territoriale con le esigenze di efficienza, innovazione e sostenibilità imposte dal mercato bancario. Il credito cooperativo continua a fondare una parte rilevante della propria identità sulla prossimità a famiglie, imprese e comunità locali, ma deve affrontare gli stessi cambiamenti che interessano i grandi gruppi: riduzione degli sportelli, crescita dei servizi digitali, nuove regole prudenziali e aumento della domanda di consulenza. Per i sindacati, proprio questa specificità rende necessario valorizzare il lavoro delle persone che mantengono il rapporto diretto con i territori e sostengono quotidianamente il funzionamento delle banche cooperative. Dopo il passaggio nelle assemblee, la piattaforma diventerà la base del confronto con Federcasse: aumento salariale, settimana corta, ferie aggiuntive e governo condiviso dell’innovazione saranno i principali nodi di un negoziato destinato a misurare la capacità del settore di tradurre i propri risultati economici in maggiore stabilità occupazionale, tutele e prospettive professionali.





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