Automotive, dal Mimit 300 milioni: mini contratti di sviluppo per riconvertire la filiera
- Luca Baj

- 1 giorno fa
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Le risorse sostengono investimenti industriali, ricerca e transizione verso mobilità sostenibile, con una quota riservata alle Pmi.
Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy mette a disposizione 300 milioni di euro per sostenere la filiera automotive attraverso lo strumento dei mini contratti di sviluppo. Le risorse derivano dal rifinanziamento del Fondo automotive e sono destinate a programmi coerenti con la trasformazione tecnologica e ambientale del settore.
Il perimetro degli interventi comprende sviluppo, ingegnerizzazione, sperimentazione e produzione di nuovi veicoli e componenti, sistemi di propulsione a basse emissioni, soluzioni per la mobilità connessa, autonoma e intelligente e progetti di riconversione industriale. Le attività di ricerca e sviluppo e quelle dedicate alla formazione del personale possono accompagnare l’investimento produttivo entro i limiti previsti dalla disciplina dell’intervento.
Una parte rilevante delle risorse è indirizzata alle piccole e medie imprese, mentre specifiche quote sono destinate agli investimenti produttivi nelle regioni del Mezzogiorno. L’agevolazione può combinare contributi e finanziamenti agevolati, con l’obiettivo di ridurre il fabbisogno finanziario iniziale dei progetti.
La misura interviene in una fase delicata per l’industria europea dell’auto, sottoposta contemporaneamente alla transizione elettrica, alla concorrenza asiatica, all’aumento degli investimenti software e alla necessità di riconvertire fornitori fortemente dipendenti dalle motorizzazioni tradizionali. Il valore dei 300 milioni dipenderà quindi dalla capacità di generare investimenti aggiuntivi, innovazione industriale e nuove competenze, evitando una semplice sostituzione di spesa già programmata dalle imprese.





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