GameStop, la seconda vita passa dai Pokémon: collezionismo ed eBay ridisegnano il futuro del gruppo
Da simbolo mondiale della vendita di videogiochi nei negozi fisici a protagonista del mercato dei prodotti da collezione. La trasformazione di GameStop entra in una fase decisiva e i numeri mostrano quanto sia cambiata l'identità del gruppo statunitense. Nel secondo trimestre dell'esercizio 2026 le vendite complessive sono scese a 790,2 milioni di dollari, rispetto ai 972,2 milioni dello stesso periodo dell'anno precedente, ma il segmento Collectibles ha registrato una crescita del 57%, raggiungendo 356,3 milioni. Significa che carte, oggetti da collezione e prodotti legati alle grandi proprietà dell'intrattenimento rappresentano ormai oltre il 45% delle vendite. Una quota che fotografa il progressivo spostamento del baricentro aziendale lontano dal tradizionale commercio di videogiochi.
Tra i principali protagonisti di questa evoluzione ci sono le carte Pokémon, diventate un fenomeno capace di coinvolgere contemporaneamente appassionati, collezionisti e investitori. Il trentesimo anniversario del franchise ha ulteriormente alimentato l'interesse per prodotti sigillati, carte rare e pezzi certificati. Il fenomeno supera ormai i confini del gioco: alcune carte vengono trattate come veri oggetti da collezione, con prezzi determinati da rarità, condizioni, certificazione e domanda internazionale. GameStop ha intercettato questa tendenza rafforzando l'offerta di trading card e costruendo servizi che consentono di acquistare e vendere prodotti certificati, trasformando una categoria un tempo complementare in uno dei pilastri della nuova strategia commerciale.
La società ha spinto ulteriormente in questa direzione con Power Packs, piattaforma digitale dedicata alle trading card. Il sistema consente di acquistare pacchetti digitali che corrispondono a carte fisiche certificate PSA, custodite in un caveau specializzato. Il cliente può decidere se mantenere la carta nella propria collezione, farsela spedire oppure rivenderla. Al lancio l'offerta comprendeva Pokémon e carte legate a football, basket e baseball, con pacchetti dal valore compreso tra 25 e 2.500 dollari. È un modello che unisce commercio fisico e digitale e permette a GameStop di inserirsi in un mercato nel quale autenticazione, conservazione e liquidità degli oggetti stanno assumendo un'importanza crescente.
Il secondo elemento della trasformazione è eBay. GameStop ha costruito nel corso del 2026 una posizione significativa nel capitale del marketplace e al 1° agosto possedeva circa 43,4 milioni di azioni, valutate approssimativamente 4,9 miliardi di dollari. La società guidata da Ryan Cohen aveva inoltre presentato un'offerta per acquisire eBay a 125 dollari per azione, attribuendo alla piattaforma un valore azionario complessivo nell'ordine dei 55,5 miliardi. Il consiglio di amministrazione di eBay ha respinto la proposta, giudicandola non sufficientemente credibile e interessante, ma l'investimento effettuato da GameStop dimostra quanto il marketplace sia considerato strategico nella costruzione di un ecosistema dedicato al commercio di prodotti usati, rari e da collezione.
L'interesse per eBay è facilmente comprensibile osservando la forza della piattaforma proprio nel collezionismo. Pokémon è una delle categorie più dinamiche del marketplace: nel 2025, a livello globale, gli utenti cercavano prodotti legati al franchise più di 360 volte al minuto. Anche in Italia il fenomeno ha dimensioni rilevanti: Pokémon è risultata la parola chiave più ricercata su eBay.it dal 2024, con una ricerca circa ogni 14 secondi. Per GameStop, combinare la propria rete commerciale, la disponibilità di prodotti e le competenze maturate nelle trading card con la portata globale di un marketplace rappresenterebbe un'estensione naturale della strategia di diversificazione.
I risultati economici mostrano intanto che la ristrutturazione sta producendo effetti sulla redditività. Nel secondo trimestre GameStop ha registrato un utile operativo di 160,2 milioni di dollari, il più elevato mai ottenuto dal gruppo in un secondo trimestre, mentre l'Ebitda rettificato ha raggiunto 174 milioni, contro 75,7 milioni dell'anno precedente. La società ha quindi aumentato la previsione per l'intero esercizio, indicando un Ebitda rettificato superiore a 650 milioni di dollari. Il miglioramento arriva nonostante la contrazione del fatturato complessivo e segnala una strategia sempre meno orientata alla ricerca dei volumi e maggiormente concentrata sulla redditività delle categorie considerate strategiche.
La metamorfosi di GameStop mostra così come il declino strutturale della vendita fisica di videogiochi non abbia necessariamente decretato la scomparsa dell'azienda che per decenni ne è stata uno dei simboli. Pokémon, trading card, prodotti da collezione, digitale ed eBay stanno costruendo un modello molto diverso da quello basato sulla compravendita di console e giochi nuovi o usati. La rete dei negozi conserva un ruolo, ma viene progressivamente inserita in un ecosistema nel quale comunità di appassionati, autenticazione degli oggetti, piattaforme online e mercato secondario diventano sempre più importanti. È su questo terreno che GameStop sta cercando la propria seconda vita, trasformando la passione per il gaming in un business più ampio legato alla cultura globale del collezionismo.


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